EMR 29.10
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Il Cielo! La mia mèta. Là dove era Dio. L’unica mia fame. Fame che non è gola ma necessità benedetta da Dio, il quale vuole che appetiamo di Lui.
Dettaglio
Marie dice:
Note del tema
Comfort di lettura
EMR 29.10
Il Cielo! La mia mèta. Là dove era Dio. L’unica mia fame. Fame che non è gola ma necessità benedetta da Dio, il quale vuole che appetiamo di Lui.
Marie dice:
EMR 29.11
Ogni vizio non frenato conduce ad un vizio più grande.
EMR 29.11
Casto è colui che ha ritenutezza non solo di carne, ma anche di affetti e di pensieri.
EMR 29.12
Eppure non bastava ancora per ottenere alla donna la pace perduta da Eva. Quella ve la ottenni ai piedi della Croce. Nel veder morire Quello che tu hai visto nascere. Nel sentirmi strappare le viscere al grido della mia Creatura che moriva, sono rimasta vuota di ogni femminismo: non più carne ma angelo. Maria, la Vergine sposata allo Spirito, morì in quel momento. Rimase la Madre della Grazia, quella che vi ha dal suo tormento generata la Grazia e ve l’ha data. La femmina che avevo riconsacrata donna la notte del Natale, ai piedi della Croce acquistò i mezzi di divenire creatura dei Cieli.
Questo ho fatto io per voi, negandomi ogni soddisfazione anche santa. Di voi, ridotte da Eva femmine non superiori alle compagne degli animali, ho fatto, sol che lo vogliate, le sante di Dio. Sono ascesa per voi. Come feci con Giuseppe, vi ho portate più in alto. La roccia del Calvario è il mio monte degli Ulivi. Da lì presi il balzo per portare ai Cieli l’anima risantificata della donna insieme alla mia carne, glorificata per aver portato il Verbo di Dio e annullato in me anche l’ultima traccia di Eva, l’ultima radice di quell’albero dai quattro venefici rami e dalla radice confitta nel senso, che aveva trascinato alla caduta l’umanità e che fino alla fine dei secoli e all’ultima donna vi morderà le viscere. Da là, dove ora splendo nel raggio dell’Amore, io vi chiamo e vi indico la Medicina per vincere voi stesse: la Grazia del mio Signore e il Sangue del Figlio mio.
Maria descrive ciò che ha passato per partecipare alla co-redenzione delle donne. Ha vinto l'orgoglio umiliandosi nel più profondo del suo essere. Ha vinto l'avidità dei nostri primi genitori rinunciando in anticipo al suo Bambino. Ha vinto l'avidità, sia di conoscenza che di piacere, accettando di conoscere solo ciò che Dio voleva che conoscesse. E ha vinto la lussuria, che è golosità portata fino all'ingordigia. Continua la sua spiegazione a Maria:
EMR 30.11
Chi va a Maria trova Me. Chi mi chiede a Lei, da Lei mi riceve. Il sorriso di mia Madre, quando una creatura le dice: “Dàmmi il tuo Gesù, ché lo ami”, fa trascolorare i Cieli in un più vivo splendore di letizia, tanto è felice.
EMR 30.11
A chi ha l’anima di fanciullo Dio si mostra e mostra i suoi misteri e permette che oda le parole divine e di Maria. E chi ha anima di fanciullo ha anche il santo ardimento di Levi e dice: “Fàmmi baciare la veste di Gesù”. Lo dice a Maria. Perché è sempre Maria quella che vi dà Gesù. È Lei la Portatrice dell’Eucarestia. È Lei la Pisside viva.
Gesù fa un dettato a Maria dopo che lei ha visto i pastori adorare la mangiatoia. Dice:
EMR 31.5
Se Maria non soffre troppo… e se tu dici che è bene fare così… per me… eccomi. Faccio quello che vi pare più giusto. Basta che a Gesù ciò sia utile.
EMR 31.7
Aveva mai bisogno il “Maestro” di avere maestri?
EMR 31.7
Ho rispettato il sacerdote per la sua dignità, non per il suo sapere.
EMR 31.8-9
E tu riposa sulla parola di chi ti guida. E credi e ubbidisci al suo consiglio.
31.9 Ubbidire salva sempre. Anche se non è in tutto perfetto il consiglio che si riceve.