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Note del tema

Il rapporto con il cielo e il mondo invisibile

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EMR 41.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ma sibbene per merito del Messia verrà reso libero l’uomo dalla schiavitù del Male che lo separa da Dio, e il segno del Cristo sarà sugli spiriti, liberati da ogni giogo e fatti sudditi dell’eterno Regno. Tutte le nazioni curveranno il capo, o stirpe di Davide, davanti al Germoglio nato da te e divenuto albero che copre tutta la Terra e si alza al Cielo. E in Cielo e in Terra ogni bocca loderà il suo Nome e piegherà il ginocchio davanti all’Unto di Dio, al Principe della Pace, al Condottiero, a Colui che con Se stesso avrà inebriato ogni anima stanca e saziato ogni anima affamata, al Santo che stipulerà una alleanza fra Terra e Cielo. Non come quella stipulata coi Padri d’Israele quando Dio li trasse d’Egitto trattandoli ancora da servi, ma imprimendo la paternità celeste nello spirito degli uomini con la Grazia nuovamente infusa per i meriti del Redentore, per il quale tutti i buoni conosceranno il Signore e il Santuario di Dio non sarà più abbattuto e distrutto.

Parole chiave

EMR 42.5-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

42.5 Poi Gesù, curvandosi sul morente, gli mormora un salmo. So che è un salmo, ma ora non posso dirle quale. Comincia così:

«“Proteggimi, o Signore, perché in Te ho posto la mia speranza…

A pro dei santi che sono nella terra di lui ha compiuto mirabilmente tutti i miei desideri…

Benedirò il Signore che mi dà consiglio…

Io tengo sempre dinnanzi a me il Signore. Egli mi sta alla destra perché io non vacilli.

Per questo si rallegra il mio cuore ed esulta la mia lingua, anche il mio corpo riposerà nella speranza.

Perché Tu non abbandonerai l’anima mia nel soggiorno dei morti, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi farai conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia colla tua faccia”».

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Gesù risponde con un sorriso al sorriso e con una carezza alla stretta, e continua dolcemente, curvo sul suo padre putativo:

«“Quanto sono amabili i tuoi Tabernacoli, o Signore.

L’anima mia si consuma di desiderio verso gli atrii del Signore.

Anche il passero si trova una casa e la tortorella un nido per i suoi nati. Io desidero i tuoi altari, Signore.

Beati coloro che abitano la tua casa… Beato l’uomo che trova in Te la sua forza. Egli ha disposte nel suo cuore le ascensioni dalla valle delle lacrime al luogo eletto.

O Signore, ascolta la mia preghiera…

O Dio, volgi il tuo sguardo e mira la faccia del tuo Cri­sto…”».

Giuseppe con un singhiozzo guarda Gesù e fa il moto di parlare come per benedirlo. Ma non può. Si comprende che capisce, ma ha la parola impedita. È però felice e guarda con vivacità e fiducia il suo Gesù.

«“O Signore”», continua Gesù. «“Tu sei stato propizio alla tua terra, hai liberato dalla schiavitù Giacobbe…

Mostraci, o Signore, la tua misericordia e donaci il tuo Salvatore.

Voglio sentire quel che dice dentro di me il Signore Iddio. Certo Egli parlerà di pace al suo popolo per i suoi santi e per chi di cuore torna a Lui.

Sì, la tua salute è vicina… e la gloria abiterà sulla Terra… La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate. La verità è spuntata dalla Terra e la giustizia ha guardato dal Cielo.

Sì, il Signore si mostrerà benigno e la nostra terra darà il suo frutto. La giustizia camminerà dinnanzi a Lui e lascerà nella via le sue impronte”.

Tu l’hai vista quest’ora, padre, e per essa ti sei affaticato. Tu hai aiutato quest’ora a formarsi, e il Signore te ne darà premio. Io te lo dico», aggiunge Gesù asciugando una lacrima di gioia che scende lenta sulla guancia di Giuseppe.

Poi riprende:

«“O Signore, ricordati di Davide e di tutta la sua mansuetudine.

Come egli giurò al Signore: io non entrerò dentro alla mia casa, non salirò sul letto del mio riposo, non concederò sonno agli occhi miei, non riposo alle mie palpebre, non requie alle mie tempie finché non ho trovato un posto al Signore, una dimora per il Dio di Giacobbe…

Sorgi, o Signore, e vieni al tuo riposo, Tu e l’Arca della tua santità (Maria comprende e ha uno scoppio di pianto).

Sian rivestiti di giustizia i tuoi sacerdoti e faccian festa i tuoi santi.

Per amore di Davide tuo servo non negarci il volto del tuo Cristo.

Il Signore ha giurato a Davide la promessa e la manterrà: ‘Porrò sul tuo trono il frutto del tuo seno’.

Il Signore l’ha scelta a sua dimora…

Io farò fiorire la potenza di Davide preparando una fiaccola accesa per il mio Cristo”.

42.6

Grazie, padre mio, per Me e per la Madre. Tu mi sei stato padre giusto, e te ha posto l’Eterno a custodia del suo Cristo e della sua Arca. Tu fosti la fiaccola accesa per Lui, e per il Frutto del seno santo hai avuto viscere di carità. Va’ in pace, padre. La Vedova non sarà senza aiuto. Il Signore ha predisposto perché sola non sia. Vai sereno al tuo riposo. Io te lo dico».

Maria piange col volto curvo sulle coperte (sembrano mantelli) stese sul corpo di Giuseppe, che si raffredda. Gesù affretta i suoi conforti, perché l’anelito si fa più affannoso e lo sguardo torna a velarsi.

«“Felice l’uomo che teme il Signore e pone nei suoi comandamenti ogni diletto…

La giustizia di lui rimane nei secoli dei secoli.

Fra gli uomini retti sorge fra le tenebre come luce il misericordioso, il benigno, il giusto…

Il giusto sarà ricordato in eterno… La sua giustizia è eterna, la sua potenza si alzerà fino alla gloria…”.

Tu l’avrai questa gloria, padre. Presto verrò a trarti, coi Patriarchi che ti hanno preceduto, alla gloria che ti attende. Esulti il tuo spirito nella mia parola.

“Chi riposa nell’aiuto dell’Altissimo vive sotto la protezione del Dio del Cielo”.

Tu vi sei, padre mio.

“Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole.

Ti coprirà colle sue ali e sotto alle sue penne troverai rifugio.

La sua verità ti circonderà come scudo, non temerai i notturni spaventi…

Non si avvicinerà a te il male… perché ai suoi angeli ha dato l’ordine di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro palme, affinché il tuo piede non urti nei sassi.

Camminerai sopra l’aspide e il basilisco e calpesterai il dragone e il leone.

Perché hai sperato nel Signore, Egli ti dice, o padre, che ti libererà e ti proteggerà.

Perché hai alzato a Lui la tua voce ti esaudirà, sarà teco nella tribolazione ultima, ti glorificherà dopo questa vita, facendoti vedere già da questa la sua Salvezza”, e nell’altra facendoti entrare, per la Salvezza che ora ti conforta e che presto, oh!, presto verrà, te lo ripeto, a cingerti di un abbraccio divino e a portarti Seco, alla testa di tutti i Patriarchi, là dove è preparata la dimora del Giusto di Dio che mi fu padre benedetto.

Precedimi per dire ai Patriarchi che la Salvezza è nel mondo e il Regno dei Cieli presto sarà a loro aperto. Va’, padre. La mia benedizione ti accompagni».

42.7

La voce di Gesù si è elevata per giungere alla mente di Giuseppe, che sprofonda nelle nebbie della morte. La fine è imminente. Il vecchio ansima a fatica. Maria lo carezza, Gesù si siede sulla sponda del lettuccio e cinge e attira a Sé il morente, che si accascia e si spegne senza sussulti.

La scena è piena di una pace solenne. Gesù riadagia il Patriarca e abbraccia Maria, che in ultimo si era avvicinata a Gesù nello strazio che la angosciava.

Annotazione

Salmo 16 (15): Custodiscimi, mio Dio: ho fatto di te il mio rifugio.

Ho detto al Signore: "Tu sei il mio Dio! Non ho altra felicità che te.

Tutti gli idoli del paese, gli dèi che prima amavo, continuano a fare scempio e la gente corre dietro a loro. Non offrirò loro il sangue dei sacrifici; * il loro nome non sarà sulle mie labbra!

Signore, mia porzione e mio calice: la mia sorte dipende da te. La mia porzione è la mia delizia; ho persino l'eredità più bella!

Benedico il Signore che mi consiglia: anche di notte il mio cuore mi avverte.

Tengo sempre il Signore davanti a me; egli è alla mia destra: io sono saldo.

09 Il mio cuore è lieto, la mia anima esulta, la mia carne è piena di fiducia:

10 Tu non puoi abbandonarmi alla morte né lasciare che il tuo amico veda la corruzione.

Tu mi insegni la via della vita: davanti al tuo volto, gioia traboccante! Alla tua destra, eterna gioia!

Salmo 84 (83): O Signore, tu hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo; hai coperto tutta la loro iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira; sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi. Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sono in ascolto: cosa dirà il Signore Dio? Dice la pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra.

Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore elargirà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti.

La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 85 (84): Tu, o Signore, hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo, hai coperto tutta la sua iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira, sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi.

Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sto ascoltando: che cosa dirà il Signore Dio? + Quello che dice è pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra. Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore darà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti. La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 132 (131):

Ricordati, Signore, di Davide e della sua grande sottomissione quando fece un giuramento al Signore, una promessa al Potente di Giacobbe: "Non entrerò mai nella mia tenda e non mi coricherò mai sul mio letto; proibirò ai miei occhi di dormire e alle mie palpebre di riposare,

finché non avrò trovato un luogo per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe".

Ecco, ci è stato annunciato in Efrata; l'abbiamo trovato vicino a Yagar.

Entriamo nella dimora di Dio e adoriamo ai piedi del suo trono.

Sali, Signore, nel luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua forza!

I tuoi sacerdoti siano rivestiti di giustizia, i tuoi fedeli gridino di gioia!

Per amore di Davide, tuo servo, non distogliere lo sguardo dal volto del tuo Messia.

Il Signore ha giurato a Davide, e non si rimangerà mai la parola: "Metterò sul tuo trono un uomo che viene da te".

"Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza, la volontà che ho fatto loro conoscere, anche i loro figli siederanno sul trono che è stato eretto per te per sempre.

Perché il Signore ha scelto Sion; è la dimora che desidera:

Questa è la mia dimora per sempre, questa è la dimora che ho desiderato".

"Io benedirò, benedirò i suoi raccolti per saziare di pane i suoi poveri.

Rivestirò di gloria i suoi sacerdoti e i suoi fedeli grideranno e grideranno di gioia.

"Farò germogliare là la forza di Davide; ho acceso una lampada per il mio Messia.

18 Rivestirò di vergogna i suoi nemici, ma su di lui fiorirà la corona".

Salmi 112 (111): Alleluia! Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore!

Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre!

Dal sorgere del sole al suo tramonto, lodate il nome del Signore!

Il Signore domina su tutti i popoli, la sua gloria domina i cieli.

Chi è come il Signore, nostro Dio? Egli siede in alto. Ma abbassa lo sguardo verso il cielo e la terra.

Dalla polvere solleva il debole, dalle ceneri innalza il povero per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo.

Egli pone la donna sterile nella sua casa, una madre felice tra i suoi figli.

Salmo 90: Quando sto al riparo dell'Altissimo e riposo all'ombra del Potente, dico al Signore: "Mio rifugio, mio baluardo, mio Dio, di cui sono sicuro!".

È lui che ti salva dalle reti dei cacciatori e dalla piaga del male; ti copre e ti protegge. La sua fedeltà è la vostra armatura e il vostro scudo.

Non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola in pieno giorno, né la peste che si aggira nelle tenebre, né il flagello che colpisce a mezzogiorno.

Se mille cadono al tuo fianco o diecimila alla tua destra, tu resterai fuori dalla loro portata.

Apri gli occhi e vedrai il salario dei malvagi. Sì, il Signore è il tuo rifugio; hai fatto dell'Altissimo la tua fortezza.

La sventura non ti toccherà, né il pericolo si avvicinerà alla tua dimora: ha dato ai suoi angeli il compito di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non urti le pietre; calpesterai la vipera e lo scorpione; schiaccerai il leone e il drago.

"Perché si aggrappa a me, io lo libero; lo difendo, perché conosce il mio nome. Mi chiama e io gli rispondo; sono con lui nella sua prova. "Lo libererò e lo glorificherò; lo sazierò per molti giorni e gli farò vedere la mia salvezza.

EMR 43.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Agiamo sempre in modo che voi da Noi abbiate conforto, non sgomento e accresciuto dolore. Ci basta che di Noi vi fidiate. Ci basta che diciate con Giuseppe: “Se mi resta Gesù, tutto mi resta”, perché Noi si venga coi doni celesti a consolare il vostro spirito.

Dettaglio

Marie dice:

EMR 44.11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quante madri nel mondo, a cui la morte svelle dalle braccia una creatura! Quante madri a cui un soprannaturale volere strappa dal fianco un figlio! Per tutte le sue figlie, come Madre dei cristiani, per tutte le sue sorelle, nel dolore di madre orbata, ha pianto Maria. E per tutti i figli che, nati da donna, sono destinati a divenire apostoli di Dio o martiri per amore di Dio, per fedeltà a Dio, o per ferocia umana.

EMR 45

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Giovanni battezza al Giordano. Maria lo sente predicare alla folla. Nel frattempo, Gesù arrivò in modo molto semplice, senza mostrarsi al suo Precursore. Ma il Precursore sembra intuire qualcosa e si volta verso il cugino. Subito va dal suo Signore e proclama che è l'Agnello di Dio. Tutto si svolse poi come racconta il Vangelo. Gesù fece poi un dettato, dicendo che Giovanni non aveva bisogno di segni. Tuttavia, ci fu una serie di manifestazioni cristologiche, in modo che la sua natura di Dio-Uomo non potesse essere negata dai suoi contemporanei.

EMR 46

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù si trova nel deserto ed è tentato da Satana. Prima il diavolo gli parla della donna, ma vede che le sue parole non hanno effetto e cerca di far piegare Gesù parlandogli del pane. Gesù gli risponde come nel Vangelo, poi arriva la tentazione di andare al Tempio e la tentazione di adorare Satana, per ottenere potere. Il Salvatore risponde che è il Signore Dio ad essere adorato e il diavolo scompare con un ruggito di rabbia. Gli angeli appaiono allora per servire il Messia.

Gesù dà poi un dettato e ritorna all'aspetto simpatico di Satana. Se l'anima non sta attenta, può cadere nelle sue trappole. Cristo spiega che prima usa l'attrazione carnale e l'avidità per tentare i figli di Dio; poi lavora contro il lato morale (orgoglio) e lo spirito, togliendo l'amore e il timore di Dio.

Il Maestro mostra come si comportava: con il silenzio e la preghiera. È inutile discutere con Satana, perché è più forte di noi nella dialettica. "Solo Dio può sconfiggerlo", quindi possiamo usare la Parola di Dio per difenderci, perché lui non la sopporta.

Dopo la tentazione arriva la vittoria, perché gli angeli ci servono, inondandoci di grazia e di benedizioni. Dobbiamo avere la volontà di sconfiggere Satana e avere fede nell'aiuto di Dio e nella preghiera.

EMR 46.2-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù è molto magro e pallido. Sta seduto con i gomiti appoggiati ai ginocchi e gli avambracci sporti in avanti, con le mani unite ed intrecciate nelle dita. Medita. Ogni tanto solleva lo sguardo e lo gira attorno e guarda il sole alto, quasi a perpendicolo, nel cielo azzurro. Ogni tanto, e specie dopo aver girato lo sguardo attorno e averlo alzato verso la luce solare, chiude gli occhi e si appoggia al masso, che gli fa da riparo, come preso da vertigine.

46.3 Vedo apparire il brutto ceffo di Satana. Non che si presenti nella forma che noi ce lo raffiguriamo, con corna, coda, ecc. ecc. Pare un beduino avvolto nel suo vestito e nel suo mantellone, che pare un domino da maschera. Sul capo il turbante, le cui falde bianche scendono a far riparo sulle spalle e lungo i lati del viso. Di modo che di questo appare un breve triangolo molto bruno, dalle labbra sottili e sinuose, dagli occhi nerissimi e incavati, pieni di bagliori magnetici. Due pupille che ti leggono in fondo al cuore, ma nelle quali non leggi nulla, o una sola parola: mistero. L’opposto dell’occhio di Gesù, tanto magnetico e fascinatore anche esso, che ti legge in cuore, ma nel quale leggi anche che nel suo cuore è amore e bontà per te. L’occhio di Gesù è una carezza sull’anima. Questo è come un doppio pugnale che ti perfora e brucia.

46.4 Si avvicina a Gesù: «Sei solo?».

Gesù lo guarda e non risponde.

«Come sei capitato qui? Ti sei sperduto?».

Gesù lo guarda da capo e tace.

«Se avessi dell’acqua nella borraccia, te la darei. Ma ne sono senza anche io. M’è morto il cavallo e mi dirigo a piedi al guado. Là berrò e troverò chi mi dà un pane. So la via. Vieni con me. Ti guiderò».

Gesù non alza più neppure gli occhi.

«Non rispondi? Sai che, se resti qui, muori? Già si leva il vento. Sarà bufera. Vieni».

Gesù stringe le mani in muta preghiera.

«Ah! sei proprio Tu, dunque? È tanto che ti cerco! Ed ora è tanto che ti osservo. Dal momento che sei stato battezzato. Chiami l’Eterno? È lontano. Ora sei sulla Terra ed in mezzo agli uomini. E negli uomini regno io. Pure mi fai pietà e ti voglio soccorrere, perché sei buono e sei venuto a sacrificarti per nulla. Gli uomini ti odieranno per la tua bontà. Non capiscono che oro e cibo e senso. Sacrificio, dolore, ubbidienza, sono parole morte per loro più di questa terra che ci è d’intorno. Essi sono aridi più ancora di questa polvere. Solo il serpe può nascondersi qui, attendendo di mordere, e lo sciacallo di sbranare. Vieni via. Non merita soffrire per loro. Li conosco più di Te».

Satana si è seduto di fronte a Gesù e lo fruga col suo sguardo tremendo e sorride con la sua bocca di serpe. Gesù tace sempre e prega mentalmente.

46.5 «Tu diffidi di me. Fai male. Io sono la sapienza della Terra. Ti posso esser maestro per insegnarti a trionfare. Vedi: l’importante è trionfare. Poi, quando ci si è imposti e si è affascinato il mondo, allora lo si conduce anche dove si vuole noi. Ma prima bisogna essere come piace a loro. Come loro. Sedurli facendo loro credere che li ammiriamo e li seguiamo nel loro pensiero.

Sei giovane e bello. Comincia dalla donna. È sempre da essa che si deve incominciare. Io ho sbagliato inducendo la donna alla disubbidienza. Dovevo consigliarla per altro modo. Ne avrei fatto uno strumento migliore e avrei vinto Dio. Ho avuto fretta. Ma Tu! Io t’insegno, perché c’è stato un giorno che ho guardato a Te con giubilo angelico, e un resto di quell’amore è rimasto, ma Tu ascoltami ed usa della mia esperienza. Fàtti una compagna. Dove non riuscirai Tu, essa riuscirà. Sei il nuovo Adamo: devi avere la tua Eva.

E poi, come puoi comprendere e guarire le malattie del senso se non sai che cosa sono? Non sai che è lì il nocciolo da cui nasce la pianta della cupidità e della prepotenza? Perché l’uomo vuole regnare? Perché vuole essere ricco, potente? Per possedere la donna. Questa è come l’allodola. Ha bisogno del luccichio per essere attirata. L’oro e la potenza sono le due facce dello specchio che attirano le donne e le cause del male nel mondo. Guarda: dietro a mille delitti dai volti diversi ce ne sono novecento almeno che hanno radice nella fame del possesso della donna o nella volontà di una donna, arsa da un desiderio che l’uomo non soddisfa ancora o non soddisfa più. Vai dalla donna se vuoi sapere cosa è la vita. E solo dopo saprai curare e guarire i morbi della umanità.

È bella, sai, la donna! Non c’è nulla di più bello nel mondo. L’uomo ha il pensiero e la forza. Ma la donna! Il suo pensiero è un profumo, il suo contatto è carezza di fiori, la sua grazia è come vino che scende, la sua debolezza è come matassa di seta o ricciolo di bambino nelle mani dell’uomo, la sua carezza è forza che si rovescia sulla nostra e la accende. Si annulla il dolore, la fatica, il cruccio quando si posa presso una donna, ed essa è fra le nostre braccia come un fascio di fiori.

46.6 Ma che stolto che sono! Tu hai fame e ti parlo della donna. La tua vigoria è esausta. Per questo, questa fragranza della terra, questo fiore del creato, questo frutto che dà e suscita amore, ti pare senza valore. Ma guarda queste pietre. Come sono tonde e levigate, dorate sotto al sole che scende. Non sembrano pani? Tu, Figlio di Dio, non hai che dire: “Voglio”, perché esse divengano pane fragrante come quello che ora le massaie levano dal forno per la cena dei loro familiari. E queste acacie così aride, se Tu vuoi, non possono empirsi di dolci pomi, di datteri di miele? Satollati, o Figlio di Dio! Tu sei il Padrone della Terra. Essa si inchina per mettere ai tuoi piedi se stessa e sfamare la tua fame.

Lo vedi che impallidisci e vacilli solo a sentir nominare il pane? Povero Gesù! Sei tanto debole da non potere più neppure comandare al miracolo? Vuoi che lo faccia io per Te? Non ti sono a pari. Ma qualcosa posso. Starò privo per un anno della mia forza, la radunerò tutta, ma ti voglio servire, perché Tu sei buono ed io sempre mi ricordo che sei il mio Dio, anche se ora ho demeritato di chiamarti tale. Aiutami con la tua preghiera perché io possa…».

«Taci. “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio”».

Il demonio ha un sussulto di rabbia. Digrigna i denti e stringe i pugni. Ma si contiene e volge il digrigno in sorriso.

«Comprendo. Tu sei sopra le necessità della Terra e hai ribrezzo a servirti di me. L’ho meritato.

46.7 Ma vieni, allora, e vedi cosa è nella Casa di Dio. Vedi come anche i sacerdoti non ricusano di venire a transazioni fra lo spirito e la carne. Perché infine sono uomini e non angeli. Compi un miracolo spirituale. Io ti porto sul pinnacolo del Tempio e Tu trasfigurati in bellezza lassù, e poi chiama le coorti di angeli e di’ che facciano delle loro ali intrecciate pedana al tuo piede e ti calino così nel cortile principale. Che ti vedano e si ricordino che Dio è. Ogni tanto è necessario manifestarsi, perché l’uomo ha una memoria tanto labile, specie in ciò che è spirituale. Sai come gli angeli saranno beati di far riparo al tuo piede e scala a Te che scendi!».

«“Non tentare il Signore Iddio tuo”, è detto».

«Comprendi che anche la tua apparizione non muterebbe le cose, e il Tempio continuerebbe ad esser mercato e corruzione. La tua divina sapienza lo sa che i cuori dei ministri del Tempio sono un nido di vipere, che si sbranano e sbranano pur di predominare. Non sono domati che dalla potenza umana.

46.8 E allora, vieni. Adorami. Io ti darò la Terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della Terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le bellezze della Terra, e donne, e cavalli, e armati e templi. Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno, perché sarai il Potente, l’Unico, il Signore.

Adorami un attimo solo! Levami questa sete che ho d’esser adorato! È quella che mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe dell’inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che mi brucia l’interno. È il mio inferno, questa sete. Un attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia all’eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti tormenterò più!».

E Satana si butta in ginocchio, supplicando.

46.9 Gesù si è alzato, invece. Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra ancora più alto. Il suo volto è terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono, che si ripercuote contro l’incavo del masso e si sparge sulla sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va’ via, Satana. È scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”!».

Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di maledizione.

Dettaglio

Quando Satana parla della "gioia angelica" e del residuo d'amore che ha ancora per il Signore, Maria Valtorta osserva: "Il carattere di Lucifero come serpente è qui pienamente rivelato. Ogni parola è una menzogna e vorrebbe essere una seduzione, anche la sua affermazione che in lui c'è ancora un residuo di amore, quando è l'odio e solo l'odio, verso Dio, Cristo e l'uomo, che lo spinge a cercare di distruggere e annientare il frutto dell'Incarnazione. Ha talmente tanto odio che la sua malizia diventa stoltezza: la stoltezza di pensare di poter far peccare Cristo".

Parole chiave

EMR 46.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Adorami. Io ti darò la Terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della Terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le bellezze della Terra, e donne, e cavalli, e armati e templi. Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno, perché sarai il Potente, l’Unico, il Signore.

Adorami un attimo solo! Levami questa sete che ho d’esser adorato! È quella che mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe dell’inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che mi brucia l’interno. È il mio inferno, questa sete. Un attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia all’eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti tormenterò più!».

E Satana si butta in ginocchio, supplicando.

46.9 Gesù si è alzato, invece. Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra ancora più alto. Il suo volto è terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono, che si ripercuote contro l’incavo del masso e si sparge sulla sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va’ via, Satana. È scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”!».

Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di maledizione.

Dettaglio

Nel deserto, Satana tentò Cristo. Dopo avergli parlato della donna e avergli offerto di soddisfare la sua fame, gli parlò del Tempio, ma Gesù gli disse che non doveva tentare il Signore Dio. Allora Satana si offrì di adorarlo.

Parole chiave

EMR 46.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

46.10 Gesù si siede stanco, appoggiando indietro il capo contro il masso. Pare esausto. Suda. Ma esseri angelici vengono ad alitare con le loro ali nell’afa dello speco, purificandola e rinfrescandola. Gesù apre gli occhi e sorride. Io non lo vedo mangiare. Direi che Egli si nutre dell’aroma del Paradiso e ne esce rinvigorito.

Il sole scompare a ponente. Egli prende la vuota bisaccia e, accompagnato dagli angeli, che fanno una mite luce sospesi sul suo capo mentre la notte cala rapidissima, si avvia verso est, meglio verso nord-est. Ha ripreso la sua espressione abituale, il passo sicuro. Solo resta, a ricordo del lungo digiuno, un aspetto più ascetico nel volto magro e pallido e negli occhi, rapiti in una gioia non di questa Terra.

Dettaglio

Cristo è appena stato tentato da Satana nel deserto e Satana se ne è appena andato con un grido di maledizione.

EMR 46.12-15

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

46.12 Satana, lo hai visto, si presenta sempre con veste benevola.

Con aspetto comune. Se le anime sono attente, e soprattutto in spirituali contatti con Dio, avvertono quell’avviso che le rende guardinghe e pronte a combattere le insidie demoniache. Ma se le anime sono disattente al divino, separate da una carnalità che soverchia e assorda, non aiutate dalla preghiera che congiunge a Dio e riversa la sua forza come da un canale nel cuore dell’uomo, allora difficilmente esse si avvedono del tranello nascosto sotto l’apparenza innocua e vi cadono. Liberarsene è, poi, molto difficile.

46.13 Le due vie più comuni prese da Satana per giungere alle anime sono il senso e la gola. Comincia sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà l’attacco alla parte superiore. Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l’amore — quello non esiste già più quando l’uomo ha sostituito l’amore divino con altri amori umani — ma anche il timore di Dio. È allora che l’uomo si abbandona in anima e corpo a Satana, pur di arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.

46.14 Come Io mi sia comportato, lo hai visto. Silenzio e orazione. Silenzio. Perché, se Satana fa la sua opera di seduttore e ci viene intorno, lo si deve subire senza stolte impazienze e vili paure. Ma reagire con la sostenutezza alla sua presenza, e con la preghiera alla sua seduzione.

È inutile discutere con Satana. Vincerebbe lui, perché è forte nella sua dialettica. Non c’è che Dio che lo vinca. E allora ricorrere a Dio, che parli per noi, attraverso a noi. Mostrare a Satana quel Nome e quel Segno, non tanto scritti su una carta o incisi su un legno, quanto scritti e incisi nel cuore. Il mio Nome, il mio Segno. Ribattere a Satana, unicamente quando insinua che egli è come Dio, usando la parola di Dio. Egli non la sopporta.

46.15 Poi, dopo la lotta, viene la vittoria, e gli angeli servono e difendono il vincitore dall’odio di Satana. Lo ristorano con le rugiade celesti, con la grazia che riversano a piene mani nel cuore del figlio fedele, con la benedizione che accarezza lo spirito.

Occorre avere volontà di vincere Satana e fede in Dio e nel suo aiuto. Fede nella potenza della preghiera e nella bontà del Signore. Allora Satana non può fare del male.

Va’ in pace. Questa sera ti letificherò col resto».