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Note della parola chiave

Volontà divina

Tema: Camminare verso la santità · Pagina 3 di 3

Comfort di lettura

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EMR 176.4-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quando il giorno aveva inizio mi fu fatto osservare che, se tutto viene da volontà divina, anche gli errori degli uomini sono voluti da quella. Questo è errore, e errore molto diffuso. Può mai un padre volere che il figlio si renda riprovevole? Non lo può. Eppure noi vediamo anche nelle famiglie che alcuni figli si rendono riprovevoli, pur avendo un padre giusto che prospetta loro il bene da farsi e il male da sfuggire. E nessun che sia retto accusa il padre di avere spronato il figlio al male.

Dio è il Padre, gli uomini i figli. Dio indica il bene e dice: “Ecco, Io ti metto in questa contingenza per tuo bene”, oppure anche, quando il Maligno e gli uomini suoi servi procurano sventure agli uomini, Dio dice: “Ecco, in quest’ora penosa, tu agisci così; e così facendo, servirà questo male ad un eterno bene”. Vi consiglia. Ma non vi forza. E allora se uno, pur sapendo ciò che sarebbe la volontà di Dio, preferisce fare tutto l’opposto, si può dire che questo opposto sia volontà di Dio? Non si può.

Amate la volontà di Dio. Amatela più della vostra e seguitela contro le seduzioni e le potenze delle forze del mondo, della carne e del demonio. Anche queste cose hanno la loro volontà. Ma in verità vi dico che è ben infelice chi ad esse si piega. Voi mi chiamate “Messia” e “Signore”. Voi dite di amarmi e mi osannate. Voi mi seguite e ciò pare amore. Ma in verità vi dico che non tutti fra voi entreranno meco nel Regno dei Cieli. Anche fra i miei più antichi e prossimi discepoli vi saranno di quelli che non vi entreranno, perché molti faranno la loro volontà o la volontà della carne, del mondo e del demonio, ma non quella del Padre mio. Non chi mi dice: “Signore! Signore!” entrerà nel Regno dei Cieli, ma coloro che fanno la volontà del Padre mio. Questi soli entreranno nel Regno di Dio.

176.5

Verrà un giorno in cui Io che vi parlo, dopo essere stato Pastore, sarò Giudice. Non vi lusinghi l’aspetto attuale. Ora il mio vincastro aduna tutte le anime disperse ed è dolce per invitarvi a venire ai pascoli della Verità. Allora il vincastro sarà sostituito dallo scettro del Giudice Re e ben altra sarà la mia potenza. Non con dolcezza ma con giustizia inesorabile Io allora separerò le pecore pasciute di Verità da quelle che mescolarono Verità ad Errore o si nutrirono solo di Errore. Una prima volta e poi una ancora Io farò questo. E guai a coloro che fra la prima e la seconda apparizione davanti al Giudice non si saranno purgati, non potranno purgarsi dai veleni. La terza categoria non si purgherà. Nessuna pena potrebbe purgarla. Ha voluto solo l’Errore e nell’Errore stia.

Eppure allora fra questi vi sarà chi gemerà: “Ma come, Signore? Non abbiamo noi profetato in tuo nome, e in tuo nome cacciato i demoni, e fatto in tuo nome molti prodigi?”. Ed Io allora molto chiaramente dirò ad essi: “Sì. Avete osato rivestirvi del mio Nome per apparire quali non siete. Il vostro satanismo[3] lo avete voluto far passare per vita in Gesù. Ma il frutto delle vostre opere vi accusa. Dove sono i vostri salvati? Le vostre profezie dove si sono compiute? I vostri esorcismi a che hanno concluso? I vostri prodigi che compare ebbero? Oh! ben egli è potente il Nemico mio! Ma non è da più di Me. Vi ha aiutati ma per fare maggior preda, e per opera vostra il cerchio dei travolti nell’eresia si è allargato. Sì, avete fatto prodigi. Ancor più apparentemente grandi di quelli dei veri servi di Dio, i quali non sono istrioni che sbalordiscono le folle, ma umiltà e ubbidienze che sbalordiscono gli angeli. Essi, i miei servi veri, con le loro immolazioni non creano i fantasmi, ma li debellano dai cuori; essi, i miei servi veri, non si impongono agli uomini, ma agli animi degli uomini mostrano Iddio. Essi non fanno che fare la volontà del Padre e portano altri a farla, così come l’onda sospinge e attira l’onda che la precede e quella che la segue, senza mettersi su un trono per dire: ‘Guardate’. Essi, i miei servi veri, fanno ciò che Io dico, senza pensare che a fare, e le loro opere hanno il mio segno di pace inconfondibile, di mitezza, di ordine. Perciò posso dirvi: questi sono i miei servi; voi non vi conosco. Andatevene lungi da Me voi tutti, operatori di iniquità”.

Questo dirò Io allora. E sarà tremenda parola. Badate di non meritarvela e venite per la via sicura, benché penosa, dell’ubbidienza verso la gloria del Regno dei Cieli.

Dettaglio

Poco prima, Gesù aveva detto a Tommaso: "Amate me e amate voi stessi. Non lasciatevi sedurre da coloro che mi odiano. Soprattutto, amate la volontà di Dio.

- Ma se tutto viene dalla volontà di Dio, anche i nostri errori verranno dalla volontà di Dio! esclama Tommaso con aria da filosofo.

- Lo credete? Non è così.

Gesù risponde ora alla sua osservazione.

Annotazione

Questa è la risposta all'osservazione mattutina di Tommaso. Ma era soprattutto un'opinione diffusa dagli Esseni. Gli Esseni "negano il libero arbitrio dell'uomo, ponendo le virtù e i vizi, le azioni sante e le azioni malvagie, l'una di fronte all'altra, regolate da un destino che dicono essere fatale e invincibile" (cfr. EMV 80.2).

EMR 180.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Parlo loro in parabole perché vedendo vedano solo quello che la loro volontà di aderire a Dio illumina, perché udendo, sempre per la stessa loro volontà di adesione, odano e comprendano. Voi vedete! Molti odono la mia parola, pochi aderiscono a Dio. I loro spiriti sono monchi della buona volontà. In loro si adempie la profezia di Isaia: “Udirete con le orecchie e non intenderete, guarderete con gli occhi e non vedrete”. Perché questo popolo ha un cuore insensibile; sono duri gli orecchi e hanno chiusi gli occhi per non vedere e per non sentire, per non intendere col cuore e non convertirsi acciò Io li guarisca. Ma voi beati per i vostri occhi che vedono e i vostri orecchi che odono, per la vostra buona volontà!

Dettaglio

Perché parli loro in parabole?

Annotazione

Libro di Isaia 6, 9-10

Is 6, 9-10 : Disse: "Va' e di' a questo popolo: "Ascolta, ma non comprendi; vedi, ma non comprendi. Indurisci il cuore di questo popolo, rendi duri i suoi orecchi e tappa i suoi occhi, perché non veda con gli occhi e non ascolti con gli orecchi, perché non si volti e non sia guarito".

Vangelo di Matteo 13, 10-17

Mt 13, 10-17 : I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché parli loro in parabole? Egli rispose: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma non a loro. A chi ha, sarà dato e avrà in abbondanza; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. Parlo loro in parabole, perché guardano ma non vedono e ascoltano ma non sentono e non capiscono". Così si compie per loro la profezia di Isaia: "Ascoltate, ma non comprenderete. Potete guardare, ma non vedrete. Il cuore di questo popolo si è appesantito, è diventato duro d'orecchi, ha chiuso gli occhi, perché i suoi occhi non vedano, i suoi orecchi non odano, il suo cuore non comprenda, non si converta - e io lo guarirò. Ma quanto a voi, beati i vostri occhi, perché vedono, e le vostre orecchie, perché ascoltano. Amen, io vi dico che molti profeti e uomini giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non l'hanno visto, udire ciò che voi udite e non l'hanno udito.

EMR 181.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Delle volte il cattivo discepolo non si avvede di essere tale. È tanto sottile l’opera demoniaca che egli non l’avverte. Si indemonia senza sospettare di essere soggetto a questa operazione. Rabbia. Sì. Rabbia per essere conosciuto per quello che è, quando egli non è incosciente del lavoro di Satana e dei suoi adepti: gli uomini che tentano il debole nelle sue debolezze per levare dal mondo il santo che li offende, nelle loro malvagità, con il paragone della sua bontà.

E allora il santo prega e si abbandona a Dio. “Ciò che Tu permetti si faccia, sia fatto”, dice. Solo aggiunge questa clausola: “purché serva al tuo fine”. Il santo sa che verrà l’ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore.

Annotazione

"Dio non permette che ci opponiamo al trionfo della sua volontà amorosa più di quanto sia utile". Su un foglio inserito nella copia dattiloscritta, Maria Valtorta scrive:

"Dio ha dato all'uomo l'intelletto per capire, la ragione per guidarsi come creatura ragionevole, la coscienza per consigliare, la legge per sapersi regolare, la libertà di meritare ciò che vuole: Dio e la gloria, o l'inferno e la dannazione.

Inoltre, gli ha dato la grazia o la predestinazione alla grazia perché sia uno stimolo o un mezzo, per elevare le cose sotto elencate a un livello capace di dargli un gusto santo per il soprannaturale e per Dio.

Ora, nell'uomo intelligente, ragionevole, cosciente, libero e soprattutto istruito nella Fede, conoscendo il suo ultimo fine e la Legge divina, ci devono essere solo le azioni che la Legge prescrive e la conoscenza del fine ci incita a praticare, anche se la ragione e la coscienza le indicano come buone a tutti, anche a coloro che non conoscono la religione rivelata, in vista dellal'eterna ricompensa che l'intelletto umano, tanto più se illuminato dalla Grazia, è infinitamente superiore a tutte le concezioni che un credente può immaginare.

Ma talvolta accade che l'uomo, agendo contro la ragione, trasformi la sua libertà in un giogo della più crudele delle schiavitù: quella del diavolo e del peccato, preferendo il Male al Bene.

Anche se Dio permette all'uomo di fare ciò che sceglie di sua spontanea volontà, per giudicarlo e confermarlo nella grazia o per giudicare che merita un castigo, nulla diminuisce la colpa dell'uomo. Infatti, se è vero che l'uomo, su suggerimento di Dio o su istigazione di Satana, può fare il bene o il male, non è meno vero che l'uomo deve seguire solo Dio e i suoi inviti d'amore, perché è da lui che ha ricevuto tutti quei doni naturali, morali e soprannaturali capaci di renderlo figlio di Dio, erede del Regno".

EMR 181.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ma se Tu ammetti che sempre è Satana, e gli adepti di lui… mi sembra che la responsabilità del discepolo scemi», dice Matteo.

«Non te lo pensare. Se il Male esiste, esiste anche il Bene, ed esiste nell’uomo il discernimento e con esso la libertà».

«Tu dici che Dio non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore. Dunque anche questo errore è utile, se Egli lo permette, e serve ad un trionfo di volontà divina», dice l’Iscariota.

«E tu arguisci, come Matteo, che ciò giustifica il delitto del discepolo. Dio aveva creato il leone senza ferocia e il serpente senza veleno. Ora l’uno è feroce e l’altro è velenoso. Ma Dio li ha separati dall’uomo per ciò. Medita su questo e applica.»

Dettaglio

Gesù ha appena parlato del discepolo che diventa nemico del Maestro seguendo Satana e i demoni.

Annotazione

"Dio non permette che ci opponiamo al trionfo della sua volontà amorosa più di quanto sia utile". Su un foglio inserito nella copia dattiloscritta, Maria Valtorta scrive:

"Dio ha dato all'uomo l'intelletto per capire, la ragione per guidarsi come creatura ragionevole, la coscienza per consigliare, la legge per sapersi regolare, la libertà di meritare ciò che vuole: Dio e la gloria, o l'inferno e la dannazione.

Inoltre, gli ha dato la grazia o la predestinazione alla grazia perché sia uno stimolo o un mezzo, per elevare le cose sotto elencate a un livello capace di dargli un gusto santo per il soprannaturale e per Dio.

Ora, nell'uomo intelligente, ragionevole, cosciente, libero e soprattutto istruito nella Fede, conoscendo il suo ultimo fine e la Legge divina, ci devono essere solo le azioni che la Legge prescrive e la conoscenza del fine ci incita a praticare, anche se la ragione e la coscienza le indicano come buone a tutti, anche a coloro che non conoscono la religione rivelata, in vista dellal'eterna ricompensa che l'intelletto umano, tanto più se illuminato dalla Grazia, è infinitamente superiore a tutte le concezioni che un credente può immaginare.

Ma talvolta accade che l'uomo, agendo contro la ragione, trasformi la sua libertà in un giogo della più crudele delle schiavitù: quella del diavolo e del peccato, preferendo il Male al Bene.

Anche se Dio permette all'uomo di fare ciò che sceglie di sua spontanea volontà, per giudicarlo e confermarlo nella grazia o per giudicare che merita un castigo, nulla diminuisce la colpa dell'uomo. Infatti, se è vero che l'uomo, su suggerimento di Dio o su istigazione di Satana, può fare il bene o il male, non è meno vero che l'uomo deve seguire solo Dio e i suoi inviti d'amore, perché è da lui che ha ricevuto tutti quei doni naturali, morali e soprannaturali capaci di renderlo figlio di Dio, erede del Regno".

EMR 203.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedete, Io procedo fra continui attriti e delusioni. Delusioni per voi. Per Me, persuadetevene, non ho nessuna delusione, non essendomi concesso il dono di ignorare… Anche per questo vi consiglio a lasciarvi guidare da Me. Se Io permetto questo o quello, non ostacolatelo. Se Io non intervengo a porre fine ad una cosa, non pensatevi di farlo voi. Ogni cosa a suo tempo.

Abbiate fiducia in Me, su tutto.

Dettaglio

Gesù parla delle prove che il gruppo apostolico sta attraversando ed esorta gli apostoli a confidare in Dio.

EMR 203.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“E in Terra come in Cielo sia fatta la tua Volontà”.

L’annullamento della volontà propria in quella di un altro si può fare solamente quando si è raggiunto il perfetto amore verso quella creatura. L’annullamento della volontà propria in quella di Dio si può fare solo quando si è raggiunto il possesso delle teologali virtù in forma eroica. In Cielo, dove tutto è senza difetti, si fa la volontà di Dio. Sappiate, voi, figli del Cielo, fare ciò che in Cielo si fa.