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Note della parola chiave

Contemplazione

Tema: Vita cristiana

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EMR 5.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.7Dice Gesù:

«Sorgi e ti affretta, piccola amica. Ho ardente desiderio di portarti con Me nell’azzurro paradisiaco della contemplazione della Verginità di Maria[14]. Ne uscirai con l’anima fresca come

fossi tu pure testé creata dal Padre, una piccola Eva che ancora non conosce carne. Ne uscirai con lo spirito pieno di luce, perché ti tufferai nella contemplazione del capolavoro di Dio. Ne uscirai con tutto il tuo essere saturo d’amore, perché avrai compreso come sappia amare Dio. Parlare del concepimento di Maria, la Senza Macchia, vuol dire tuffarsi nell’azzurro, nella luce, nell’amore.

Annotazione

Alzati presto, mio piccolo amico. Questa sfida di Gesù a Maria Valtorta suona come il Cantico dei Cantici 2,10: Alzati, amico mio, mia bella, e vieni...

EMR 34.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Anime use alla meditazione, hanno una coscienza sensibilissima, affinata da una attenzione costante, da una introspezione acuta, che ha fatto del loro interno uno specchio su cui si riflettono le più piccole larve degli avvenimenti giornalieri. Ne hanno fatto una maestra, una voce che avverte e grida al più piccolo, non dico errore, ma sguardo all’errore, a ciò che è umano, al compiacimento di ciò che è io. Perciò, quando essi si pongono di fronte a questa maestra, a questo specchio severo e nitido, sanno che esso non mentirà.

EMR 195.1-2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Gesù è Dio».

«Lo so, lo credo. Più di te. Perché io sono rinato per sua opera, tu no. Ma per quanto Lui sia il Buono, è sempre Lui, Dio, ed il povero disgraziato che io sono non osa trattarlo con la tua famigliarità. Gli parla la mia anima… ma il labbro non osa. L’anima, e penso che Egli la senta nei suoi pianti di riconoscente e penitente amore».

195.2

«È vero, Giovanni. Io sento la tua anima». Gesù entra nella conversazione dei due. Giuda arrossisce di vergogna, l’uomo di Endor di gioia. «Io sento la tua anima, è vero. E sento anche il lavoro della tua mente. Hai detto bene. Quando ti sarai formato in Me, molto ti gioverà essere stato maestro e scolaro attento. Parla, parla, anche con te stesso…».

«Una volta, Maestro, e non è molto, mi hai detto che è male parlare col proprio io», osserva impertinente Giuda.

«È vero, l’ho detto. Ma era perché tu facevi mormorazione col tuo proprio io. Quest’uomo non mormora, medita, e con fine buono. Non fa male».

Dettaglio

Giuda disse a Giovanni di Endor:

Annotazione

- Esatto, l'ho detto. In EMV 183.1.