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Note della parola chiave

Innocenza

Tema: Argomenti dalla A alla Z · Pagina 1 di 3

Comfort di lettura

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EMR 17.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

17.5 Satana ha voluto levare questa verginità intellettuale al­l’uomo, e con la sua lingua serpentina ha blandito e accarezzato membra e occhi di Eva, suscitandone riflessi e acutezze che prima non avevano, perché la Malizia non li aveva intossicati.

Essa “vide”. E vedendo volle provare. La carne era destata. Oh! se avesse chiamato Dio! Se fosse corsa a dirgli: “Padre! Io son malata. Il Serpente mi ha accarezzata e il turbamento è in me”. Il Padre l’avrebbe purificata e guarita col suo alito, che, come le aveva infuso la vita, poteva infonderle nuovamente innocenza, smemorandola del tossico serpentino ed anzi mettendo in lei la ripugnanza per il Serpente, come è in quelli che un male ha assalito e che, guariti di quel male, ne portano una istintiva ripugnanza. Ma Eva non va al Padre. Eva torna dal Serpente. Quella sensazione è dolce per lei. “Vedendo che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi e bello all’occhio e gradevole all’aspetto, lo colse e ne mangiò”.

E “comprese”. Ormai la malizia era scesa a morderle le viscere. Vide con occhi nuovi e udì con orecchi nuovi gli usi e le voci dei bruti. E li bramò con folle bramosia.

Parole chiave

EMR 17.17

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sento già la vostra obbiezione: “Non è stata soverchia la condanna e puerile il mezzo usato per giungere a condannarli?”.

Non è stato. Una disubbidienza attualmente in voi, che siete gli eredi loro, è meno grave che non fosse in essi. Voi siete redenti da Me. Ma il veleno di Satana rimane sempre pronto a risorgere, come certi morbi che non si annullano mai totalmente nel sangue. Essi, i due Progenitori, erano possessori della Grazia senza aver mai avuto sfioramento con la Disgrazia. Perciò più forti, più sorretti dalla Grazia, che generava innocenza e amore. Infinito era il dono che Dio aveva loro dato. Ben più grave perciò la loro caduta nonostante quel dono.

Dettaglio

Gesù parla di Adamo ed Eva e della caduta.

EMR 45.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Se l’uomo fosse rimasto in grazia, in innocenza, in fedeltà col suo Creatore, avrebbe visto Dio attraverso le apparenze esterne. Nella Genesi è detto che il Signore Iddio parlava familiarmente con l’uomo innocente e che l’uomo non tramortiva a quella voce, non si ingannava nel discernerla. Così era la sorte dell’uomo: vedere e capire Iddio, proprio come un figlio fa col genitore. Poi è venuta la colpa, e l’uomo non ha più osato guardare Dio, non ha più saputo vedere e comprendere Iddio. E sempre meno lo sa.

EMR 49.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’Altissimo ha amore degli innocenti e provvede a questi angiolini della Terra, a questi uccellini senza ali, come provvede ai passeri del bosco e della gronda.

EMR 55.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Sai cosa è il cuore del tuo Gesù? Hai mai visto il mare, il vero mare? Sì? Ebbene, il mio cuore è ben più vasto del largo mare! E c’è posto per tutti. Per tutta l’umanità. E il più piccolo ha posto come il più grande. E il peccatore vi trova amore come l’innocente. A questi do una missione. Sicuro. Mi vuoi vietare di darla? Io vi ho scelto. Non voi. Sono perciò libero di giudicare come impiegarvi. E se questi li lascio qui con una missione — che può essere anche una prova, come può essere misericordia il lasso di tempo lasciato all’Iscariota — puoi tu rimproverarmene? Sai se a te non ne serbo una più vasta? E non è la più bella quella di sentirti dire: “Tu verrai con Me”?».

EMR 64.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) Il Diletto del Padre ha ancora un giardino in questa Terra su cui impera Mammona. Il giardino in cui va a pascersi del suo cibo celeste: amore e purezza; l’aiuola da cui coglie i fiori a Lui cari, in cui non è macchia di senso, di cupidigia, di superbia. Questi. (Gesù carezza quanti più piccoli può, passando la sua mano sulla corona di testoline attente, un’unica carezza che li sfiora e fa sorridere di gioia). Ecco i miei gigli.

Non ebbe Salomone, nella sua ricchezza, veste più bella del giglio che profuma la convalle, né diadema di più aerea e splendida grazia di quello che ha il giglio nel suo calice di perla. Eppure al mio cuore non vi è giglio che valga un di questi. Non vi è aiuola, non vi è giardino di ricchi, tutto a gigli coltivato, che mi valga quanto un sol di questi puri, innocenti, sinceri, semplici pargoli.

EMR 64.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quale fra voi che non abbia un figlio, un nipote, un piccolo fratello nella puerizia, nella fanciullezza, per casa? Non è un riposo, un conforto, un legame fra sposi, fra parenti, fra amici, un di questi innocenti, la cui anima è pura come alba serena, il cui viso fuga le nubi e mette speranze, e le cui carezze asciugano le lacrime e infondono forza di vita? Perché in loro tanto potere? In loro: deboli, inermi, ignoranti ancora? Perché hanno in sé Dio, hanno la forza e la sapienza di Dio. La vera sapienza: sanno amare e credere. Sanno credere e volere. Sanno vivere in questo amore e in questa fede. Siate come essi: semplici, puri, amorosi, sinceri, credenti.

EMR 76.11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Di’ “Maestro” o “Signore”, bambina».

«Lascia che mi chiami col mio Nome, Giuda. Solo passando su labbra innocenti non perde il suono che ha sulle labbra di mia Madre. Tutti, nei secoli, diranno quel Nome, ma chi per un interesse, chi per un altro, e molti per bestemmiarlo. Solo gli innocenti, senza calcolo e senza odio, lo diranno con amore pari a quello di questa piccina e di mia Madre. Anche i peccatori mi chiameranno, ma per bisogno di pietà. Ma mia Madre e i pargoli!»

Dettaglio

Una bambina parla con Gesù e Giuda la riprende.

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