Vai al contenuto

Note della parola chiave

Malice - Malignità

Tema: Argomenti dalla A alla Z

Comfort di lettura

Aa

EMR 82.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù arriva da una strada e si guarda intorno. Non vede ancora nessuno. Pazientemente si addossa ad un tronco e aspetta, trovando modo di parlare ai monelli sulla carità che si inizia da Dio e scende dal Creatore a tutte le creature.

«Non siate crudeli. Perché volete turbare gli uccelli dell’aria? Hanno nidi lassù. Hanno i loro piccoli figli. Non fanno del male a nessuno. Ci dànno canti e pulizia, mangiando i rifiuti dell’uomo e gli insetti che nuocciono alle messi e alle frutta. Perché ferirli e ucciderli, privando i piccoli dei padri e delle madri, o questi dei piccoli? Sareste contenti che un malvagio entrasse nella vostra casa e ve la distruggesse, o che vi uccidesse i genitori o vi portasse lontano da loro? No, che non lo sareste. E allora perché fare a questi innocenti quello che non vorreste vi fosse fatto? Come potrete un giorno non fare del male all’uomo, se da bambini vi indurite il cuore su creaturine inermi e gentili quali gli uccellini? E non sapete che la Legge dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso”? Chi non ama il prossimo non può neppure amare Dio. E chi non ama Dio, co me può andare nella sua Casa e pregarlo? Dio potrebbe dirgli, e lo dice nei Cieli: “Va’ via. Non ti conosco. Figlio tu? No. Non ami i fratelli, non rispetti in loro il Padre che li fece, perciò non sei fratello e figlio, ma un bastardo: figliastro a Dio, fratellastro ai fratelli”. Vedete come ama Lui, il Signore eterno? Nei mesi più freddi fa trovare colmi i fienili perché in essi si annidino i suoi uccellini. In quelli caldi dà ombre di foglie per proteggerli dal sole. Nell’inverno nei campi è il grano appena coperto di terra e facile è scovare il seme e nutrirsene. Nell’estate la sete si allevia colle frutta succose, e i nidi possono farsi ben solidi e caldi coi fili dei fieni e la lana che le pecore lasciano ai rovi. Ed è il Signore. Voi, piccoli uomini, creati come gli uccelli da Lui, fratelli perciò in creazione ad essi, perché volete esser diversi da Lui, credendovi lecito incrudelire su questi piccoli animali? Siate a tutti misericordiosi, non privando del giusto nessuno, né fra gli uomini fratelli, né fra gli animali, vostri servi e amici, e Dio…».

«Maestro?», chiama Simone. «Giuda sta venendo».

«…e Dio sarà con voi misericorde, dandovi tutto quanto vi occorre come lo dà a questi innocenti. Andate e portate con voi la pace di Dio».

EMR 181.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Credono tutti buoni come loro! Oh! che verità che sublima il maestro e che condanna il suo traditore! Come? La bontà non disarma? Non rende il malvolere innocuo? No. Non lo rende tale, perché l’uomo caduto preda del Nemico è insensibile a tutto ciò che è superiore. E ogni superiore cosa cambia per lui aspetto. La bontà diviene debolezza che è lecito calpestare e acuisce il suo malvolere come acuisce la voglia di sgozzare, in una fiera, il sentire l’odore del sangue. Anche il maestro è sempre un innocente… e lascia che il suo traditore lo avveleni, perché non vuole e non può lasciar pensare agli altri che un uomo giunga ad essere micidiale a chi è innocente.

Annotazione

Le persone buone credono che gli altri siano buoni come loro! Ah, che verità che eleva il padrone e condanna chi lo tradisce! Durante la rilettura del dattiloscritto da parte di padre Migliorini, Maria Valtorta annotò a questo punto: "Lavorare per redimere con bontà, lavorare senza speranze né illusioni, per puro desiderio di fare il proprio dovere fino in fondo, lavorare perché gli altri non si accorgano che quello è un cattivo, perché non lo odino... Quale divina lezione il Divino Maestro dà alle guide spirituali e a tutti i cristiani!".

EMR 185.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I poveri uomini potrebbero obbiettare: “E allora perché permetti alle tempeste singole o collettive di formarsi?”.

Se Io con la mia potenza distruggessi il Male, quale che sia, voi giungereste a credervi autori del Bene, che in realtà sarebbe mio dono, e non vi ricordereste mai più di Me. Mai più.

Avete bisogno, poveri figli, del dolore per ricordarvi che avete un Padre. Come il figliol prodigo che si ricordò di averlo quando ebbe fame. Le sventure servono a farvi persuasi del vostro nulla, della vostra insipienza, causa di tanti errori, e della vostra cattiveria, causa di tanti lutti e dolori, delle vostre colpe, causa di punizione che da voi vi date, e della mia esistenza, della mia potenza, della mia bontà.

Ecco quel che vi dice il Vangelo di oggi. Il “vostro” vangelo dell’ora presente, poveri figli. Chiamatemi. Gesù non dorme che perché è angosciato di vedersi disamato da voi. Chiamatemi e verrò».

Dettaglio

Il significato della sfortuna.

EMR 188.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non sei malvagio… Sei solo con una grande ferita aperta, e nessuno te la medica… La tua bontà fugge da essa come il sangue dalle ferite. Ma se ci fosse chi ti cura e chiude la tua ferita, povero fratello, la tua bontà, non più sfuggente man mano che si forma, crescerebbe in te…