EMR 66.2
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”.
Note del tema
Comfort di lettura
EMR 66.2
Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”.
EMR 67.3
Dio è buono e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé.
EMR 67.3
Amate. Io non vi dico altro. Amate il prossimo vostro come il Signore Dio d’Israele vuole. Non siate sempre del sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti. Andate e meditate.
EMR 70.5
Ti chiedo di evangelizzarlo con la tua fede e la tua carità, con la tua purezza, (...). È una terra inquinata da acque morte. Va prosciugata col sole dell’amore, purificata con l’onestà di pensieri, desideri e opere, coltivata con la fede. Puoi farlo.
Gesù parla a Giovanni di Giuda. Le sue parole possono potenzialmente applicarsi a tutti gli evangelizzatori e a tutti i cristiani.
EMR 70.8
Egli è colui che si spoglia anche del suo modo di pensare e di giudicare per essere “il discepolo”. È colui che si dona senza volere di sé — del se stesso antecedente all’elezione — neppure una molecola. Giuda è colui che non si vuole spogliare di se stesso. E la sua è perciò una donazione irreale. Porta con sé il suo io malato di superbia, di sensualità, di cupidigia. Conserva il suo modo di pensare. Neutralizza perciò gli effetti della donazione e della Grazia.
Giuda: capostipite di tutti gli apostoli mancati. E sono tanti! Giovanni: il capostipite di quelli che si fanno ostie per mio amore. Il tuo capostipite.
Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! È l’ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. È colui che ama.
Osserva i diversi modi di ragionare. Giuda investiga, cavilla, si impunta e, se anche mostra di cedere, in realtà conserva la sua forma mentale. Giovanni si sente un nulla, accetta tutto, non chiede le ragioni, è pago di farmi felice. Ecco l’esempio.
Gesù racconta a Maria di Giovanni e dice:
EMR 71.4
Più uno è mal formato e più ha bisogno di cure. Gli altri… oh! gli altri si formano anche da sé, per solo contatto. Io non voglio far tutto da Me. Chiedo la volontà dell’uomo e l’aiuto di altri per formare un uomo. Vi chiamo ad aiutarmi… e vi sono grato dell’aiuto.
EMR 72.4
Se Egli ci promette di vestire la nostra miseria intellettuale e spirituale con i fulgori della potenza che il Padre gli dà per noi, dobbiamo esser certi che lo farà e noi potremo, non per noi, ma per sua misericordia. Certamente però tutto questo avverrà se noi non metteremo orgoglio, desiderio umano nel nostro operare. Io penso che se corromperemo la nostra missione, che è tutta spirituale, con elementi che sono terrestri, allora verrà meno anche la promessa del Cristo. Non per incapacità sua, ma perché noi strozzeremo questa capacità col laccio della superbia.
Simone lo Zelota parla di Gesù e dice:
EMR 76.6
76.6 Vuoi esser mio discepolo, Isacco?».
«Oh! Ma non sarò buono!».
«Saprai confessare che Io sono? Contro gli scherni e le minacce confessarlo? E dire che Io ti ho chiamato e sei venuto?».
«Anche se Tu non volessi, direi tutto questo. In questo ti disubbidirei, Maestro. Perdona se lo dico».
Gesù sorride. «E allora, vedi che sei buono di fare il discepolo?».
«Oh! se non è che per fare questo! Credevo fosse più difficile. Che bisognasse andare a scuola dai rabbi per servire Te, Rabbi dei rabbi… e andare a scuola da vecchio…». Infatti l’uomo ha almeno cinquant’anni.
«La scuola l’hai già fatta, Isacco».
«Io? No».
«Tu, sì. Non hai continuato a credere e ad amare, a rispettare e benedire Dio e prossimo, a non avere invidie, a non desiderare ciò che era d’altri e anche ciò che era tuo e che non avevi più, a non dire che il vero anche se ciò ti nuoceva, a non fornicare con Satana facendo peccati? Non hai fatto tutto questo, in questi trent’anni di sventura?».
«Sì, Maestro».
«Tu vedi. La scuola l’hai fatta. Continua così e aggiungi la rivelazione del mio essere nel mondo. Non c’è altro da fare».
Gesù chiede a Isacco di seguirlo e di essere un discepolo, ma Isacco pensa che non saprebbe come comportarsi correttamente.
EMR 78.9
«Maestro, Saul è morto investito dallo Spirito di Dio. Noi che l’abbiamo toccato siamo mondi o immondi?».
«Immondi».
«E Tu?».
«Io come gli altri. Non muto la Legge. La legge è legge e l’israelita la osserva. Immondi siamo. Entro il terzo giorno e il settimo ci purificheremo. Sino allora, immondi siamo. Giuda, Io non torno da tua madre. Non porto immondezza nella sua casa. Fàlla avvisare da chi può farlo. Pace a questa città. Andiamo».
Non vedo più nulla.
EMR 79.2
Perché dare scandalo mostrando sprezzo alla Legge? Per dire: “Seguitemi” occorre camminare. Per portare su via santa bisogna fare la stessa via. Come avrei potuto, o come potrei dire: “Siate fedeli”, se infedele fossi Io?.