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Note della parola chiave

Animali

Tema: La teoria dell'evoluzione, gli animali e la reincarnazione · Pagina 1 di 5

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EMR 5.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Per chi avrebbe fatto tutte le innumerabili famiglie degli animali, che sono fiori che volano cantando, che sono servi che corrono, che lavorano, che nutrono, che ricreano voi: i re ?

Dettaglio

Gesù dice di aver fatto la creazione per l'uomo.

Parole chiave

EMR 5.13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.13 Dio, Padre Creatore, aveva creato l’uomo e la donna con una legge d’amore tanto perfetta che voi non ne potete più nemmeno comprendere le perfezioni. E vi smarrite nel pensare a come sarebbe venuta la specie se l’uomo non l’avesse ottenuta con l’insegnamento di Satana.
Guardate le piante da frutto e da seme. Ottengono seme e frutto mediante fornicazione, mediante una fecondazione su cento coniugi? No. Dal fiore maschio esce il polline e, guidato da un complesso di leggi meteoriche e magnetiche, va all’ovario del fiore femmina. Questo si apre e lo riceve e produce. Non si sporca e lo rifiuta poi, come voi fate, per gustare il giorno dopo la stessa sensazione. Produce, e sino alla nuova stagione non si infiora, e quando s’infiora è per riprodurre.
Guardate gli animali. Tutti. Avete mai visto un animale maschio ed uno femmina andare l’un verso l’altro per sterile abbraccio e lascivo commercio? No. Da vicino o da lontano, volando, strisciando, balzando o correndo, essi vanno, quando è l’ora, al rito fecondativo, né vi si sottraggono fermandosi al godimento, ma vanno oltre, alle conseguenze serie e sante della prole, unico scopo che nell’uomo, semidio per l’origine di Grazia che Io ho resa intera, dovrebbe fare accettare l’animalità dell’atto, necessario da quando siete discesi di un grado verso l’animale.
Voi non fate come le piante e gli animali. Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie senz’anima ragionevole e spi­rituale.

EMR 40.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

40.5 «Fanciullo, ascolta. Hai detto: “Ricordati di santificare le feste. Ma non solo per te, ma per tuo figlio e figlia e servo e serva, ma persino per il giumento è detto di non fare, il sabato, lavoro”. Or dimmi, se una gallina depone un uovo in sabato od una pecora figlia, sarà lecito usare quel frutto del suo ventre, oppure sarà considerato obbrobrio?».

«So che molti rabbi, ultimo il vivente Sciammai, dicono che l’uovo deposto in sabato è contrario al precetto. Ma Io penso che altro è l’uomo e altro è l’animale o chi compie atto animale come è il partorire. Se io obbligo il giumento a lavorare, io compio anche il suo peccato, perché io mi impongo con la sferza a farlo lavorare. Ma se una gallina depone l’uovo maturatosi nella sua ovaia, o una pecora genera il figlio in sabato perché ormai maturo al nascere, no, che tale opera non è peccato, né peccato è, agli occhi di Dio, l’uovo e l’agnello in sabato deposti».

«Perché mai, se tutto ed ogni lavoro in sabato è peccato?».

«Perché il concepire e generare corrisponde al volere del Creatore ed è regolato da leggi da Lui date ad ogni creato. Or la gallina non fa che ubbidire a quella legge che dice che, dopo tante ore di formazione, l’uovo è completo e va deposto, e la pecora pure non fa che ubbidire a quelle leggi messe da Colui che tutto fece, il quale stabilì che due volte l’anno, quando ride primavera sui prati in fiore, e quando si spoglia il bosco delle sue fronde e gelo stringe il petto dell’uomo, le pecore andassero ai loro connubi per dar poi, all’opposto tempo, latte, carne e formaggi sostanziosi, nei mesi di più aspra fatica per le messi, o di più sofferente squallore per i geli. Se dunque una pecora, giunto il suo tempo, depone il suo nato, oh! questo ben può esser sacro anche all’altare, perché è frutto di ubbidienza al Creatore».

EMR 67.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’uomo non è una bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L’uomo ha una ragione e un’anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l’anima si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto degli animali, scende all’abbraccio coi demoni perché si indemonia l’anima col peccato d’ira.

EMR 69.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) È molto difficile fare ciò che ho compreso. Tu lo puoi perché sei santo. Ma io… Sono un uomo, giovane, pieno di vitalità…».

«Sono venuto per gli uomini, Giuda. Non per gli angeli. Quelli non hanno bisogno di maestro. Vedono Dio. Vivono nel suo Paradiso. Non ignorano le passioni degli uomini, perché l’Intelligenza, che è loro Vita, li fa cogniti di tutto, anche quelli che non sono custodi di un uomo. Ma, spirituali come sono, non possono avere che un peccato, come uno lo ebbe di loro, e seco trascinò i meno forti nella carità: la superbia, freccia che deturpò Lucifero, il più bello degli arcangeli, e ne fece il mostro orripellente dell’Abisso. Non sono venuto per gli angeli, i quali, dopo la caduta di Lucifero, inorridiscono anche solo alla larva di un pensiero d’orgoglio. Ma sono venuto per gli uomini. Per fare, degli uomini, degli angeli. L’uomo era la perfezione del creato. Aveva dell’angelo lo spirito e dell’animale la completa bellezza in tutte le sue parti animali e morali. Non vi era creatura che l’eguagliasse. Era il re della Terra, come Dio è il Re del Cielo, e un giorno, quel giorno in cui si sarebbe addormentato l’ultima volta sulla Terra, sarebbe divenuto re col Padre nel Cielo. Satana ha strappato le ali all’angelo-uomo e vi ha messo artigli di fiera e brame di immondezza e ne ha fatto un che ha più nome di uomo-demone che di uomo soltanto. Io voglio cancellare la deturpazione di Satana, annullare la fame corrotta della carne inquinata, rendere le ali all’uomo, riportarlo ad essere re, coerede del Padre e del celeste Regno. So che l’uomo, se vuole volerlo, può fare quanto Io dico per tornare re e angelo. Non vi direi cose che non potreste fare. Non sono uno dei retori che predicano dottrine impossibili.»

EMR 74.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

74.1 Le prime ore di un luminoso mattino d’estate. Il cielo si pennella di rosa in alcune sottili nuvolette, che paiono sfilacciature di garza perse su un tappeto di raso turchese. Vi è tutto un cantare di uccelli, già ebbri di luce… Passere, merli, pettirossi zirlano, cinguettano, rissano per uno stelo, per un bruco, per un rametto da portare nel nido, da mettere nel gozzetto, da prendere per appollatoio. Rondini saettano dal cielo al piccolo rio per bagnarsi il petto di neve tinto al sommo di ruggine e, presa la freschezza dell’onda, carpita la ancor dormente moschina sospesa ad uno stelo, si impennano in alto col guizzo di una lama brunita, garrendo giulive.

Due cutrettole, vestite di seta cenerina, passeggiano graziose come due damine lungo la sponda del ruscello e tengono ben alta la lunga coda ornata di vellutini neri, si specchiano, si trovano belle, riprendono la passeggiata, beffate da un merlo che fischia loro dietro col suo lungo becco giallo, vero monello del bosco. Dentro ad un folto melo selvatico, che si alza solitario presso le rovine, una rosignola chiama insistentemente il suo compagno, e tace solo quando lo vede giungere con un lungo bruco che si divincola nella stretta del becco sottile. Due colombi torraioli, probabilmente evasi da qualche colombaia cittadina, e che hanno eletto libera dimora fra le crepe del torrione diroccato, si abbandonano alle loro espansioni sgrugolando lui, seduttore, tubando lei, pudica.

Gesù, con le braccia conserte al petto, guarda tutte queste liete bestioline e sorride.

«Già pronto, Maestro?», chiede Simone alle sue spalle.

«Già pronto.

EMR 76.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le ossa? Che sono? Prova della potenza di Dio, che con la polvere creò l’uomo. Ma non oltre. Anche l’animale ha le ossa. Scheletro meno perfetto dell’uomo, quello di ogni animale. Solo l’uomo, il re del creato, ha posizione eretta, da re sui suoi sudditi, col volto che guarda diritto e in alto senza aver da torcere il collo; in alto, là dove è la dimora del Padre. Ma sono sempre ossa. Polvere che polvere ritorna. La Bontà eterna ha deciso di ricostruirla nel Giorno eterno per dare un ancor più vivo gaudio ai beati. Pensate, non solo gli spiriti saranno riuniti e si ameranno come e molto più che sulla Terra, ma anche gioiranno di rivedersi con quegli aspetti che in Terra ebbero: i bimbi ricciuti e cari come i tuoi, Elia, i padri e le madri dal cuore e dal volto tutto amore come i vostri, Levi e Giuseppe. Anzi, per te, Giuseppe, sarà un conoscere finalmente quei volti di cui hai nostalgia. Non più orfani, non più vedovi fra i giusti, lassù…

EMR 77.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Cosa è l’anima?».

«È ciò che dell’uomo fa un dio e non un animale. Il vizio, il peccato l’uccide e, uccisa che sia, l’uomo torna animale repellente».

EMR 82.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù arriva da una strada e si guarda intorno. Non vede ancora nessuno. Pazientemente si addossa ad un tronco e aspetta, trovando modo di parlare ai monelli sulla carità che si inizia da Dio e scende dal Creatore a tutte le creature.

«Non siate crudeli. Perché volete turbare gli uccelli dell’aria? Hanno nidi lassù. Hanno i loro piccoli figli. Non fanno del male a nessuno. Ci dànno canti e pulizia, mangiando i rifiuti dell’uomo e gli insetti che nuocciono alle messi e alle frutta. Perché ferirli e ucciderli, privando i piccoli dei padri e delle madri, o questi dei piccoli? Sareste contenti che un malvagio entrasse nella vostra casa e ve la distruggesse, o che vi uccidesse i genitori o vi portasse lontano da loro? No, che non lo sareste. E allora perché fare a questi innocenti quello che non vorreste vi fosse fatto? Come potrete un giorno non fare del male all’uomo, se da bambini vi indurite il cuore su creaturine inermi e gentili quali gli uccellini? E non sapete che la Legge dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso”? Chi non ama il prossimo non può neppure amare Dio. E chi non ama Dio, co me può andare nella sua Casa e pregarlo? Dio potrebbe dirgli, e lo dice nei Cieli: “Va’ via. Non ti conosco. Figlio tu? No. Non ami i fratelli, non rispetti in loro il Padre che li fece, perciò non sei fratello e figlio, ma un bastardo: figliastro a Dio, fratellastro ai fratelli”. Vedete come ama Lui, il Signore eterno? Nei mesi più freddi fa trovare colmi i fienili perché in essi si annidino i suoi uccellini. In quelli caldi dà ombre di foglie per proteggerli dal sole. Nell’inverno nei campi è il grano appena coperto di terra e facile è scovare il seme e nutrirsene. Nell’estate la sete si allevia colle frutta succose, e i nidi possono farsi ben solidi e caldi coi fili dei fieni e la lana che le pecore lasciano ai rovi. Ed è il Signore. Voi, piccoli uomini, creati come gli uccelli da Lui, fratelli perciò in creazione ad essi, perché volete esser diversi da Lui, credendovi lecito incrudelire su questi piccoli animali? Siate a tutti misericordiosi, non privando del giusto nessuno, né fra gli uomini fratelli, né fra gli animali, vostri servi e amici, e Dio…».

«Maestro?», chiama Simone. «Giuda sta venendo».

«…e Dio sarà con voi misericorde, dandovi tutto quanto vi occorre come lo dà a questi innocenti. Andate e portate con voi la pace di Dio».