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Note del tema

La Chiesa cattolica

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Comfort di lettura

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EMR 10.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

10.5 La Legge… Anna, non dirmi bestemmiatrice. Io penso che la Legge stia per essere mutata. Da chi, tu pensi, se è divina? Dal solo che mutare la può. Da Dio. Il tempo è prossimo più che non pensiate, io ve lo dico. Perché, leggendo Daniele, una gran luce mi si è fatta venendo dal centro del cuore, e la mente ha compreso il senso delle arcane parole. Abbreviate saranno le settanta settimane per le preghiere dei giusti. Mutato il numero degli anni? No. Profezia non mente. Ma non il corso del sole, sibbene quello della luna è la misura del tempo profetico, onde io dico: “Prossima è l’ora che udrà vagire il Nato da una Vergine”. Oh! volesse, questa Luce che mi ama, dirmi, poiché tante cose mi dice, dove è la felice che partorirà il Figlio a Dio e il Messia al suo popolo! Camminando scalza percorrerei la Terra, né freddo e gelo, né polvere e solleone, né fiere e fame mi farebbero ostacolo per giungere a Lei e dirle: “Concedi alla tua serva e alla serva dei servi del Cristo di vivere sotto il tuo tetto. Girerò la macina e lo strettoio, come schiava alla macina mettimi, come mandriana al tuo gregge, come colei che deterge i pannilini al tuo Nato, mettimi nelle tue cucine, mettimi ai tuoi forni… dove tu vuoi, ma accoglimi. Che io lo veda! Ne oda la voce! Ne riceva lo sguardo”. E, se non mi volesse, mendica alla sua porta io vivrei di elemosine e scherni, all’addiaccio e al solleone, pur di udire la voce del Messia bambino e l’eco delle sue risa, e poi vederlo passare… E forse un giorno riceverei da Lui l’obolo di un pane… Oh! se la fame mi straziasse le viscere e mi sentissi mancare dopo tanto digiuno, non mangerei quel pane. Lo terrei come sacchetto di perle contro il cuore e lo bacerei per sentire il profumo della mano del Cristo, e non avrei più fame né freddo, perché il contatto mi darebbe estasi e calore, estasi e cibo…».

Dettaglio

Maria parlò ad Anna di Fanuel e le disse:

Annotazione

Leggendo Daniele, mi è apparsa una grande luce, venuta dal profondo del mio cuore, e la mia comprensione ha colto il significato di queste parole segrete. Le settanta settimane saranno abbreviate grazie alle preghiere dei giusti. Il numero degli anni sarà allora cambiato? No, la profezia non mente. Ma la misura del tempo profetico non si basa sul corso del sole, bensì su quello della luna. Per questo dico: "È vicina l'ora in cui si sentirà vagire il figlio di una vergine". "Vedi Daniele 9, 23-27.

Ah, se questa Luce che mi ama mi dicesse - visto che mi dice tante cose - dove si trova la vergine felice che darà un figlio a Dio e il Messia al suo popolo! Questi sentimenti sono attestati nelle rivelazioni fatte a Santa Elisabetta d'Ungheria (1207-1231). Dom Prosper Guéranger (1805-1875), abate di Solesmes, ne parla nella sua Année liturgique, il 9 dicembre: "A soli tre anni, lei (la Vergine Maria) era già iniziata ai segreti dell'amore divino. Mi alzavo sempre nel cuore della notte", racconta lei stessa in una rivelazione a Santa Elisabetta d'Ungheria, "e andavo davanti all'altare del Tempio, dove chiedevo a Dio di osservare tutti i precetti della sua Legge e lo pregavo di concedermi le grazie necessarie per essergli gradita. Soprattutto, gli chiesi di mostrarmi il tempo in cui sarebbe vissuta questa Vergine santissima, che avrebbe dato alla luce il Figlio di Dio. Lo pregai di conservare i miei occhi per vederla, la mia lingua per lodarla, le mie mani per servirla, i miei piedi per camminare ai suoi ordini, le mie ginocchia per adorare il Figlio di Dio tra le sue braccia".

Santa Teresa di Gesù Bambino vi allude nelle sue lettere: "Una volta, nella tua umiltà, desideravi essere un giorno la piccola ancella della Vergine felice che avrebbe avuto l'onore di essere la Madre di Dio" (Lettera del 19 ottobre 1892 a Céline, nel giorno della sua festa(LT 137).

Libro di Daniele 9, 23-27

Dan 9, 23-27 : Dall'inizio della tua preghiera ti è giunta una parola e io sono venuto a fartela conoscere, perché sei un uomo favorito da Dio. Presta dunque attenzione alla parola e comprendi la visione. Settanta settimane sono state stabilite per il tuo popolo e per la tua città santa, per sigillare la prevaricazione, per sigillare i peccati e per espiare l'iniquità, per introdurre la giustizia eterna, per sigillare la visione e il profeta e per ungere il Santo dei Santi. Sappiate dunque e comprendete: dall'inizio della parola di costruire Gerusalemme fino a un unto, un sovrano, ci sono sette settimane e sessantadue settimane; ed essa sarà costruita, in piedi e incinta, nell'afflizione dei tempi. E dopo sessantadue settimane, un unto sarà tagliato fuori e non ci sarà nessuno per lui. E il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario, e la sua fine sarà nel diluvio, e fino alla fine ci sarà la guerra, che è decretata per la devastazione. Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana, e a metà della settimana interromperà il sacrificio e l'oblazione, e un distruttore verrà sull'ala delle abominazioni, finché la distruzione e ciò che è stato decretato saranno riversati sui devastati.

EMR 10.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

10.6 «Tu dovresti esser la Madre del Cristo, tu che l’ami così! È per questo che vuoi rimanere vergine?».

«Oh! no. Io sono miseria e polvere. Non oso alzare lo sguardo verso la Gloria. È per questo che più del doppio Velo, oltre il quale so esser l’invisibile Presenza di Jeovà, io amo guardare entro il mio cuore. Là è il Dio terribile del Sinai. Qua, in me, io vedo il Padre nostro, un’amorosa Faccia che mi sorride e benedice, perché sono piccola come un uccellino che il vento sorregge senza sentirne peso, e debole come stelo del mughetto selvaggio che non sa che fiorire e odorare, e al vento non oppone altra forza che quella della sua profumata e pura dolcezza. Dio, il mio vento d’amore! Non per questo. Ma perché al Nato da Dio e da una Vergine, al Santo del Santissimo non può che piacere che ciò che nel Cielo ha scelto per Madre e ciò che sulla Terra gli parla del Padre celeste: la Purezza. Se la Legge meditasse questo, se i rabbi, che l’hanno moltiplicata in tutte le sottigliezze del loro insegnamento, volgendo la mente a orizzonti più alti si immergessero nel soprannaturale, lasciando l’umano e l’utile che perseguono dimenticando il Fine supremo, dovrebbero soprattutto volgere il loro insegnare alla Purezza, perché il Re d’Israele la trovi al suo venire. Con l’ulivo del Pacifico, colle palme del Trionfatore spargete gigli, e gigli e gigli… Quanto Sangue dovrà spargere per redimerci, il Salvatore! Quanto! Dalle mille e mille ferite, che Isaia vide sull’Uomo dei dolori, ecco che cade, come rugiada da un vaso poroso, una pioggia di Sangue. Non cada dove è profanazione e bestemmia, questo Sangue divino, ma in calici di purezza fragrante, che lo accolgano e raccolgano per poi spargerlo ai malati dello spirito, ai lebbrosi dell’anima, ai morti a Dio. Date gigli, gigli date per asciugare, con la candida veste dei petali puri, i sudori e le lacrime del Cristo! Date gigli, gigli date per l’ardore della sua febbre di Martire! Oh! dove sarà quel Giglio che ti porta? Dove quello che ti disseterà l’arsura? Dove quello che si farà rosso del tuo Sangue e morirà per il dolore di vederti morire? Dove quello che piangerà sul tuo Corpo svenato? Oh! Cristo! Cristo! Sospiro mio!…».

Dettaglio

L'umiltà di Maria. L'importanza della purezza

EMR 10.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quanto Sangue dovrà spargere per redimerci, il Salvatore! Quanto! Dalle mille e mille ferite, che Isaia vide sull’Uomo dei dolori, ecco che cade, come rugiada da un vaso poroso, una pioggia di Sangue. Non cada dove è profanazione e bestemmia, questo Sangue divino, ma in calici di purezza fragrante, che lo accolgano e raccolgano per poi spargerlo ai malati dello spirito, ai lebbrosi dell’anima, ai morti a Dio. Date gigli, gigli date per asciugare, con la candida veste dei petali puri, i sudori e le lacrime del Cristo! Date gigli, gigli date per l’ardore della sua febbre di Martire! Oh! dove sarà quel Giglio che ti porta? Dove quello che ti disseterà l’arsura? Dove quello che si farà rosso del tuo Sangue e morirà per il dolore di vederti morire? Dove quello che piangerà sul tuo Corpo svenato? Oh! Cristo! Cristo! Sospiro mio!…».

EMR 10.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maria si ricordava di Dio. Sognava Dio. Credeva sognare. Non faceva che rivedere quanto il suo spirito aveva visto nel fulgore del Cielo di Dio, nell’attimo in cui era stata creata per essere unita alla carne concepita sulla Terra. Condivideva con Dio, seppure in maniera molto minore, come giustizia voleva, una delle proprietà di Dio.

EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quale tesoro di intelligenza non ha dato Dio all’uomo, ad Adamo! La colpa l’ha menomato, ma il mio Sacrificio lo reintegra e vi apre i fulgori della Intelligenza, i suoi fiumi, la sua scienza. Oh! sublimità della mente umana, unita per la Grazia a Dio, compartecipe della capacità di Dio di conoscere!… Della mente umana unita per la Grazia a Dio.

EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non è in grazia chi è contrario alla Legge di Dio, che è ben chiara nei suoi ordini

EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ogni cognizione che non venga da anima in grazia — e non è in grazia chi è contrario alla Legge di Dio, che è ben chiara nei suoi ordini — non può che venire da Satana, e difficilmente corrisponde a verità, per quanto si riferisce ad argomenti umani, mai risponde a verità per quanto si riferisce al sopraumano, perché il Demonio è padre di menzogna e seco trascina su sentiero di menzogna.

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Sulla lettura del futuro.

Parole chiave

EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I santi si ricordano di Dio. Delle parole udite nella Mente creatrice e che la Bontà risuscita nel loro cuore per innalzarli come aquile nella contemplazione del Vero, nella conoscenza del Tempo.

Parole chiave

EMR 10.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

10.10 Maria era la Piena di Grazia. Tutta la Grazia una e trina era in Lei. Tutta la Grazia una e trina la preparava come sposa alle nozze, come talamo alla prole, come divina alla sua maternità e alla sua missione. Essa è Colei che conclude il ciclo delle profetesse dell’Antico Testamento e apre quello dei “portavoce di Dio” nel Nuovo Testamento.

Arca vera della Parola di Dio, guardando nel suo seno in eterno inviolato, scopriva, tracciate dal dito di Dio sul suo cuore immacolato, le parole di scienza eterna, e ricordava, come tutti i santi, di averle già udite nell’esser generata col suo spirito immortale da Dio Padre creatore di tutto quanto ha vita. E, se non tutto ricordava della sua futura missione, ciò era perché in ogni perfezione umana Dio lascia delle lacune, per legge di una divina prudenza, che è bontà e che è merito per e verso la creatura.

Eva seconda, Maria ha dovuto conquistarsi la sua parte di merito nell’esser la Madre del Cristo con una fedele, buona volontà, che Dio ha voluto anche nel suo Cristo per farlo Redentore.

Lo spirito di Maria era nel Cielo. Il suo morale e la sua carne sulla Terra, e dovevano calpestare terra e carne per raggiungere lo spirito e congiungerlo allo Spirito nell’abbraccio fecondo».

EMR 11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Maria confida il suo voto al Sommo Sacerdote.

Data della visione: domenica 3 settembre 1944

Calendario:novembre dell'anno 7 (Elul 3754).

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Matrimonio con Giuseppe

Riassunto: Maria rientra nella sua cella con altre vergini. Quando sta per entrare nella sua stanza, una padrona le dice che il sommo sacerdote vuole vederla. Così va a trovare il sacerdote, Zaccaria e Anna di Fanuel. Simon ben Boethos le dice che conosce la sua santità e vorrebbe che restasse nel Tempio a pregare il Signore ogni mattina. Ma la Legge dice il contrario e lei deve sposarsi. Egli la rassicurò, dicendole che non aveva dimenticato che lei apparteneva alla stirpe di Davide e che, poiché non conosceva nessuno, si sarebbero affidati a Dio per scegliere il suo marito. Maria confidò allora il suo voto di verginità al sommo sacerdote, che le chiese quando lo avesse adempiuto. La Madre del Signore si immerse nei suoi ricordi per rispondergli. Gli disse che non era contraria al matrimonio, ma che voleva comunque rimanere vergine. Il sommo sacerdote le disse che Dio le avrebbe dato un marito, che sarebbe stato santo perché lei si era affidata all'Altissimo. La donna racconta al futuro marito il suo voto.

Contenuti del capitolo: 11.1: Maria Valtorta è deliziata dal sorriso di Maria in mezzo a un bombardamento. 11.2: Maria torna nella sua cella con le vergini. 11.3: Il Pontefice le ricorda che deve sposarsi. 11.4: Ma Maria si è promessa al Signore e racconta come. 11.5: Dirai a tuo marito il tuo voto.