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Note della parola chiave

Posizione - Vicino a Gamala e Ippo (Hippos)

Tema: Vicino al Lago di Génésareth (Lago di Tiberiade o Mare di Galilea)

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EMR 186

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: I due Geraseni posseduti.

Data della visione: lunedì 11 giugno 1945

Calendario: giovedì 16 marzo 28 (5 Nisan 3788)

Luogo (mappa) : Vicino a Gamla (o Gamala) e Ippo (Hippos).

Ciclo: Apostolato in Galilea

Sintesi: Gesù attraversa il lago e sbarca nei pressi di Ippos. Il gruppo apostolico cammina lungo un sentiero che si arrampica su una roccia. C'è un branco di maiali. I discepoli sono disgustati e parlano dei dintorni, che Simone lo Zelota conosce. Cominciano a parlare del loro disgusto per i maiali e Gesù fa notare che il peccato è molto più impuro degli animali. Gli apostoli chiedono allora perché i maiali sono stati dichiarati impuri e Gesù risponde loro.

Alla fine della spiegazione, arrivano due indemoniati. L'episodio è fedele al racconto evangelico: i demoni parlano, chiedono a Gesù di mandarli nel bestiame che li circonda e la mandria si getta dalla rupe. I guardiani sono spaventati e chiedono a Gesù di andarsene. Egli acconsente gentilmente e torna alla loro barca.

Contenuto del capitolo: 186,1: Istruzioni. 186.2: Vicino a Ippona, attraverso un branco di maiali. 186.3: Il panorama dall'alto di una roccia. 186.4: Discorso: perché l'impurità dei maiali? 186.5: L'esorcismo dei due posseduti. I loro demoni sono scacciati nei maiali. 186.6: I due miracolati sono storditi. 186.7: Gli abitanti scacciano Gesù. 186.8: Si torna alle barche. Uno dei miracolati rimane a testimoniare.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 47

EMR 186.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù, tagliato il lago in direzione nord-ovest sud-est, si raccomanda a Pietro di sbarcare presso Ippo. E Pietro ubbidisce senza discutere, scendendo con la barca fino all’imboccatura di un fiumiciattolo che la primavera e il recente temporale fanno pieno e fragoroso e che sbocca nel lago da una gola aspra e scogliosa, come è tutta la costa in questo punto. I garzoni assicurano le barche – ve ne è uno per ogni barca – e ricevono l’ordine di attendere fino a sera per tornare a Cafarnao.

«E fate i pesci con chi vi interroga», consiglia Pietro. «A chi vi domanda dove è il Maestro rispondete sicuri: “Non lo so”. A chi vuole sapere dove è diretto, lo stesso. Tanto è verità.

Non lo sapete».

Si separano, e Gesù intraprende la salita di un ripido sentiero che si inerpica sulla scogliera quasi a picco. Gli apostoli lo seguono per il sentiero malagevole fino al sommo della scogliera, che si placa in un pianoro sparso di querce sotto le quali pasturano molti porci.

EMR 186.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il panorama è bellissimo. Sopraelevato di poche decine di metri sul lago, permette però di dominare tutto lo specchio d’acqua con le città sparse sulle rive. Tiberiade splende con le sue belle costruzioni in faccia al luogo dove sono gli apostoli. Qui sotto, ai piedi della scogliera basaltica, la breve spiaggia pare un piccolo cuscino di verdura, mentre nella sponda opposta, da Tiberiade all’imbocco del Giordano, vi è una pianura piuttosto ampia e acquitrinosa per le acque del fiume – che pare stentino a riprendere il corso dopo la sosta nel placido lago – ma talmente folta di tutte le erbe e i cespugli dei posti ricchi d’acque, e talmente popolata di uccelli acquatici dai colori variegati come fossero sparsi di gioielli, che si guarda quel luogo come un giardino. Gli uccelli si alzano dalle folte erbe e dai canneti volano sul lago, si tuffano per rapire alle acque un pesce, si alzano ancora più splendenti per l’acqua che ha ravvivato i colori delle piume, e tornano verso la fiorita pianura su cui il vento scherza smuovendone i colori.

Qui invece sono boschi di altissime querce sotto cui l’erba è soffice e smeraldina, e oltre questa striscia di boschi il monte torna a salire dopo un vallone, facendo un ripido cocuzzolo roccioso su cui sono incrostate le case, costruite su scaglioni di roccia. Credo che il monte faccia tutt’uno con le murature, prestando le sue caverne per abitazioni, in un misto di città troglodita e di città comune. È caratteristica con questa ascesa a terrazzoni, per cui il tetto delle case del terrazzone sottostante è all’altezza dell’ingresso terreno delle case dello scaglione soprastante. Dai lati dove il monte è più ripido, ripido tanto da non permettere nessuna costruzione, sono caverne e spacchi profondi e discese dirupate a valle. In tempo di acquazzoni quelle discese devono divenire altrettanti bizzosi torrentelli. Massi di ogni sorta, rotolati a valle dalle alluvioni, fanno un caotico piedestallo al monticello così aspro e selvaggio, gobbuto e petulante come un signorotto che vuole essere rispettato ad ogni costo.

EMR 186.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

In EMV 186, la configurazione dell'area è riprodotta in questa immagine(cliccare sul link) così come Maria Valtorta l'ha disegnata sull'ultima pagina del quaderno manoscritto. Da sinistra a destra, i nomi delle città che si affacciano sul lago sono : Tarichaea, Tiberiade, Magdala, Cafarnao, Betsaida, Gergesa, Hippos. A sud di Hippos, dopo il torrente, si legge "approdo" e Gamla nell'entroterra. Tra questi ci sono dei piccoli punti, spiegati in fondo alla pagina come segue: "A nord si trova Chorazeïn.