Vai al contenuto

Note del tema

La Vergine Maria nel Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 17 di 56

Comfort di lettura

Aa

EMR 24

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Circoncisione di Giovanni Battista. Maria è fonte di grazia per chi accoglie la Luce.

Data della visione: martedì 4 aprile 1944 (martedì santo).

Data della dettatura: martedì 4 aprile 1944. Su una copia dattiloscritta, Maria Valtorta annota: "La Beata Vergine Maria dettò queste parole il Mercoledì Santo".

Calendario: venerdì 12 luglio dell'anno -5

Luogo (mappa): Hebron

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sommario: È la circoncisione di Giovanni. A casa di Zaccaria c'è molta gente. Si parla del nome del bambino e si vuole dargli il nome del padre, ma Elisabetta è irremovibile: il suo nome sarà Giovanni. Viene chiesto il parere di Zaccaria, il quale scrive che il nome del bambino sarà Giovanni, "Dio è benevolo". Poi la sua lingua si scioglie e pronuncia il suo inno. Elisabetta era felicissima. La circoncisione ebbe luogo e il bambino si calmò tra le braccia della Vergine. Zaccaria andò a trovarla e le chiese perdono per non averla riconosciuta quando era incinta del Salvatore. La benedisse e l'Immacolata rispose che tutta la lode doveva andare a Dio. L'Immacolata gli chiese anche di pregare per lei, perché se essere la madre del Salvatore è un destino benedetto, essere la madre del Redentore deve essere un destino di atroci sofferenze.

Nel dettato che segue, Maria spiega che Dio perdona chi riconosce i propri peccati e si pente. Ci invita a liberare la nostra anima da tutto ciò che la appesantisce e ad accogliere la Luce di Dio. La Vergine continua spiegando che chi possiede Dio, chi ha l'amicizia di Dio, non è mai solo, perché anche se questo non toglie la sofferenza, ci dà luce e una carezza che alleggerisce la nostra croce. Dobbiamo anche saper ringraziare l'Altissimo per le sue grazie.

Infine, l'Immacolata ci spiega che la facciamo soffrire molto perché rifiutiamo la grazia. Quando ha tenuto il dettato, si avvicinava il Venerdì Santo, quindi ci ha invitato a pregare con le parole di suo Figlio sulla Croce. Infine, ricorda a Maria che, pur vedendo le sue gioie, la sua sofferenza è sempre cresciuta in modo esponenziale, fino a quando non riceverà tra le braccia il suo Figlio morto.

Contenuti del capitolo: 24.1: La casa in festa. 24.2: Il nome. Il miracolo. Il Benedictus. 24.3: Solo Maria può lenire il dolore del piccolo Giovanni al ritorno dalla circoncisione. 24.4: Zaccaria, che può di nuovo parlare, si prostra davanti a Maria. 24.5: Maria chiede le sue preghiere per la Corredentrice che diventerà. 24,6: Dio perdona i pentiti. 24.7: Rende dolce il dolore nella sua amarezza. 24.8: Il dolore di vedere un nemico di Gesù. 24.9: Il mistero del Venerdì Santo. 24.10: Un dolore sempre più grande.

EMR 24.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

24.1 Vedo la casa in festa. È il giorno della circoncisione.

Maria ha curato che tutto sia bello e in ordine. Le stanze splendono di luce, e le stoffe più belle, i più begli arredi splendono per ogni dove. Vi è molta gente. Maria si muove agile fra i gruppi, tutta bella nella sua più bella veste bianca.

Elisabetta, riverita come una matrona, gode felice la sua festa. Il bambino le posa in grembo, sazio di latte.

EMR 24.4-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

24.4 Entra Zaccaria e chiude la porta. Guarda Maria con le lacrime agli occhi. Vuol parlare. Poi tace. Si avanza. Si inginocchia davanti a Maria. «Benedici il misero servo del Signore», le dice. «Benedicilo poiché tu lo puoi fare, tu che lo porti in seno. La parola di Dio mi ha parlato quando io ho riconosciuto il mio errore ed ho creduto a tutto quanto m’era stato detto. Io vedo te e la tua felice sorte. Io adoro in te il Dio di Giacobbe. Tu, mio primo Tempio, dove il ritornato sacerdote può novellamente pregare l’Eterno. Te benedetta, che hai ottenuto grazia per il mondo e porti ad esso il Salvatore. Perdona al tuo servo se non ha visto prima la tua maestà. Tutte le grazie tu ci hai portato con la tua venuta, ché dove tu vai, o Piena di Grazia, Dio opera i suoi prodigi, e sante son quelle mura in cui tu entri, sante si fan le orecchie che intendono la tua voce e le carni che tu tocchi. Santi i cuori, poiché tu dài Grazia, Madre del­l’Altissimo, Vergine profetizzata e attesa per dare al popolo di Dio il Salvatore».

24.5 Maria sorride, accesa da umiltà. E parla: «Lode al Signore. A Lui solo. Da Lui, non da me viene ogni grazia. Ed Egli te la largisce perché tu lo ami e serva in perfezione, nei restanti anni, per meritare il suo Regno che il Figlio mio aprirà ai Patriarchi, ai Profeti, ai giusti del Signore. E tu, ora che puoi pregare davanti al Santo, prega per la serva dell’Altissimo. Ché esser Madre del Figlio di Dio è sorte beata, esser Madre del Redentore deve esser sorte di dolore atroce. Prega per me, che ora per ora sento crescere il mio peso di dolore. E tutta una vita dovrò portarlo. E, se anche non ne vedo i particolari, sento che sarà più peso che se su queste mie spalle di donna si posasse il mondo ed io lo avessi ad offrire al Cielo. Io, io sola, povera donna! Il mio Bambino! Il Figlio mio! Ah! che ora il tuo non piange se io lo cullo. Ma potrò io cullare il mio per calmargli il dolore?… Prega per me, sacerdote di Dio. Il mio cuore trema come fiore sotto la bufera. Guardo gli uomini e li amo. Ma vedo dietro i loro volti apparire il Nemico e farli nemici a Dio, a Gesù Figlio mio…».

E la visione cessa col pallore di Maria e le sue lacrime che le fanno lucido lo sguardo.

Dettaglio

Zaccaria ha appena scoperto che Maria è la Tutta Santa, colei che porta il Salvatore.

EMR 24.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Tutte le grazie tu ci hai portato con la tua venuta, ché dove tu vai, o Piena di Grazia, Dio opera i suoi prodigi, e sante son quelle mura in cui tu entri, sante si fan le orecchie che intendono la tua voce e le carni che tu tocchi. Santi i cuori, poiché tu dài Grazia, Madre del­l’Altissimo, Vergine profetizzata e attesa per dare al popolo di Dio il Salvatore.

EMR 24.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E tu, ora che puoi pregare davanti al Santo, prega per la serva dell’Altissimo. Ché esser Madre del Figlio di Dio è sorte beata, esser Madre del Redentore deve esser sorte di dolore atroce. Prega per me, che ora per ora sento crescere il mio peso di dolore. E tutta una vita dovrò portarlo. E, se anche non ne vedo i particolari, sento che sarà più peso che se su queste mie spalle di donna si posasse il mondo ed io lo avessi ad offrire al Cielo. Io, io sola, povera donna! Il mio Bambino! Il Figlio mio! Ah! che ora il tuo non piange se io lo cullo. Ma potrò io cullare il mio per calmargli il dolore?… Prega per me, sacerdote di Dio. Il mio cuore trema come fiore sotto la bufera. Guardo gli uomini e li amo. Ma vedo dietro i loro volti apparire il Nemico e farli nemici a Dio, a Gesù Figlio mio…

Dettaglio

Maria parla a Zaccaria, che ha appena scoperto di portare in grembo Cristo.

EMR 24.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Troppo dolore mi date, o figli, dietro ai cui volti vedo apparire il Nemico, colui che si scaglia contro il mio Gesù. Troppo dolore! Vorrei esser per tutti la Sorgente della Grazia. Ma troppi fra voi la Grazia non la vogliono. Chiedete “grazie”, ma con l’anima priva di Grazia. E come può la Grazia soccorrervi se voi le siete nemici?

EMR 24.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

24.10 E tu, Maria, tu che vedi la mia gioia di Madre e te ne estasi, pensa e ricorda che ho posseduto Dio attraverso ad un dolore sempre crescente. È sceso in me col Germe di Dio e come albero gigante è cresciuto sino a toccare il Cielo con la vetta e l’inferno con le radici, quando ricevetti nel grembo la spoglia esanime della Carne della mia carne, e ne vidi e numerai gli strazi e ne toccai il Cuore squarciato per consumare il Dolore sino all’ultima stilla».

Dettaglio

Maria si rivolge a Maria e dice:

EMR 25

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : La presentazione di Giovanni Battista al Tempio e la partenza di Maria. La passione di Giuseppe.

Data della visione e della dettatura: mercoledì 5 e giovedì 6 aprile 1944 (Settimana Santa).

Calendario: martedì 13 agosto -5 d.C.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Riassunto : Maria, Elisabetta e Zaccaria sono a Gerusalemme per la presentazione di Giovanni Battista nel Tempio. Al loro arrivo, Maria chiede di Giuseppe in una stalla dove tutti i pellegrini devono recarsi, ma il santo uomo non c'è. Il gruppo continua quindi il suo cammino verso il Tempio.

Si svolge il rito della purificazione e i sacerdoti sono felici di fare questa festa per uno di loro. Il popolo è sorpreso che Elisabetta sia la madre: all'inizio, tutti pensano che Maria sia la madre di Giovanni. Ma si rendono conto che questo non è possibile, perché Maria era già incinta, mentre Giovanni aveva solo pochi giorni. Quando Elisabetta presenta il bambino al Tempio, non c'è più spazio per i dubbi e tutti si stupiscono.

Il rito era finito e Giuseppe non si vedeva ancora. Zaccaria suggerì di aspettare a casa dei genitori di Zebedeo, in modo che se il falegname non fosse arrivato, sua moglie sarebbe potuta tornare in Galilea con alcuni peccatori che passavano di lì. Tuttavia, aspettarono il più a lungo possibile e alla fine Giuseppe arrivò.

Salutò la Vergine con gioia e rispetto e desiderò vedere il bambino. Elisabetta e Zaccaria esaudirono il suo desiderio e poi si congedarono. San Giuseppe suggerì allora alla Piena di Grazia di partire di notte, in modo che il viaggio fosse più piacevole per lei. Lei accettò. Mentre si preparava, Giuseppe si accorse che Maria era incinta. Ma non disse nulla...

Poi Maria fece un dettato sulla Passione di Giuseppe. Spiegò che durò tre giorni, ma che fu intensa: la Vergine dovette lottare contro la tentazione di scoraggiarsi. Vedeva la sofferenza di suo marito, ma non poteva alleviarla in alcun modo per obbedire al comando di Dio, che le aveva detto di tacere. Maria tacque e Giuseppe soffrì, ma era un santo e fu per questo che Dio gli concesse l'illuminazione.

Infine, Maria ci esorta sempre a pregare per ottenere la grazia e ad agire con fiducia, ovunque e in qualsiasi momento.

Contenuti del capitolo: 25,1: Maria è sorpresa di non vedere Giuseppe quando arriva al Tempio. 25,2: Zaccaria è accolto con onori. La folla si stupisce dell'età della madre. 25.3: Maria non trova Giuseppe alla locanda. Lo aspetta a casa dei genitori di Zebedeo. 25,4: Giuseppe arriva e si scusa. 25,5: è preoccupato per Maria. 25,6: Zaccaria ed Elisabetta partono. Maria torna in un magnifico giardino. 25.7: Giuseppe si allontana durante la notte e si accorge delle condizioni di Maria. 25.8: Il dolore di un innamorato è il dono più grande che Dio possa fare a chi crede in suo Figlio. 25.9: Anche Giuseppe ha avuto la sua Passione. La sofferenza di Maria in quel momento. 25.10: La grande santità di Giuseppe. 25.11: Anche voi dovete vivere la vostra passione. 25.12: Dopo la Pasqua (1944), ci sarà silenzio davanti al dolore del Redentore.

EMR 25.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nella notte fra il mercoledì e il giovedì della settimana santa vedo così.

Da un comodo carro, al quale è legato anche il somarello di Maria, vedo scendere Zaccaria, Elisabetta e Maria con in braccio il piccolo Giovanni, e Samuele con un agnello e una cesta col colombo. Scendono davanti al solito stallaggio, che deve esser la tappa di tutti i pellegrini al Tempio, per depositare le loro cavalcature.

Maria chiama l’ometto che ne è padrone e chiede se nessun nazareno è giunto nella giornata di ieri o nelle prime ore del mattino. «Nessuno, donna», risponde il vecchietto. Maria resta stupita, ma non aggiunge altro.

Fa sistemare da Samuele il ciuchino e poi raggiunge i due maturi genitori e spiega il ritardo di Giuseppe: «Sarà stato trattenuto da qualche cosa. Ma oggi verrà certo». Riprende il bambino, che aveva consegnato a Elisabetta, e si avviano al Tempio.