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Note del tema

Virtù e caratteristiche umane di Gesù Cristo

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EMR 36

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Maria vide una casa molto povera in Egitto. Vide il Bambino Gesù che giocava per terra, all'età di due anni, due anni e mezzo al massimo. Maria lavorava al telaio mentre guardava il bambino. A un certo punto, gli rimise i sandali, gli diede un bacio, poi mise via il telaio. Tornò, diede la mano al Bambino e uscirono dalla casa per andare in strada. Infine, si fermò presso un pozzo. Giuseppe arrivò nel frattempo e accelerò il passo quando vide la moglie e il Figlio. Quando li raggiunse, Giuseppe si chinò per dare al Bambino un frutto e ci fu un dolce abbraccio pieno di affetto tra Gesù e il suo padre putativo. Giuseppe si alzò, prese Gesù nel braccio destro e i tre tornarono a casa. Maria li vede preparare la cena e mangiare insieme con molta semplicità, dopo aver pregato.

Gesù tiene poi un dettato, insistendo sull'umiltà, la rassegnazione e la perfetta armonia della Sacra Famiglia. Giuseppe e Maria sono i custodi della Sacra Famiglia, ma non ne traggono alcun beneficio materiale. Vivono in povertà, in esilio, in un mondo in cui le persone sono sospettose l'una dell'altra perché sono estranee. Eppure c'è pace, serenità e armonia.

In questa casa "non ci sono persone nervose e permalose, non ci sono facce chiuse o rimproveri reciproci, e tanto meno rimproveri verso Dio che non li ricopre di benessere materiale". In questa casa", continua Gesù, "si prega, si è frugali, si ama il lavoro". Nella Sacra Famiglia regnava l'umiltà e si rispettava l'ordine soprannaturale, morale e materiale. Noi rispettiamo Dio (ordine soprannaturale), rispettiamo Giuseppe come padre e capofamiglia (ordine morale) e ringraziamo Dio per i nostri beni, anche se sono poveri (ordine materiale).

Gesù conclude invitandoci a meditare su questa visione.

EMR 37.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Molti credono che Io non abbia umanamente sofferto quando la morte spense quello sguardo di santo, vegliante nella nostra casa. Se ero Dio, e come tale cognito della felice sorte di Giuseppe, e perciò non addolorato per la sua dipartita che dopo breve sosta nel Limbo gli avrebbe aperto il Cielo, come Uomo ho pianto nella casa vuota della sua amorosa presenza. Ho pianto sull’amico estinto. E non avrei dovuto piangere su questo mio santo, sul cui petto avevo dormito piccino e dal quale avevo per tanti anni avuto amore?

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Gesù disse:

EMR 38.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù è una creatura senza difetti fisici e morali. Crescerà perciò dritto e forte nel corpo e nello spirito.

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San Giuseppe disse di suo Figlio:

Parole chiave

EMR 39.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedo entrare Gesù insieme a sua Mamma nella stanza, dirò così, da pranzo di Nazaret.

Gesù è un bel fanciullo dodicenne, alto, ben formato, robusto senza esser grasso. Sembra più adulto di quanto non sia, per la sua complessione. È già alto, tanto che raggiunge la spalla della Madre. Ha ancora il viso rotondo e roseo del Gesù fanciullo, viso che poi, con l’età giovanile e virile, si assottiglierà e si farà di un color senza colore, un colore di certi delicati alabastri, appena tendenti al giallo-rosa.

Gli occhi, anche gli occhi, sono ancora occhi di bambino. Grandi, bene aperti a guardare, e con una scintilla di letizia persa nel serio dello sguardo. Dopo non saranno più così aperti… Le palpebre si caleranno a mezz’occhio per velare il troppo male, che è nel mondo, al Puro e Santo. Solo nei momenti di miracolo saranno aperti e sfavillanti, più ancora di ora… per cacciare i demoni e la morte, per guarire le malattie ed i peccati. E non saranno neppur più con quella scintilla di letizia mescolata alla serietà… La morte e il peccato saranno sempre più presenti e vicini, e con essi la conoscenza, anche umana, della inutilità del sacrificio, per la volontà contraria dell’uomo. Solo in rarissimi momenti di gioia, per essere con dei redenti e specie con dei puri, bambini per lo più, lo faranno brillare di letizia, questo occhio santo e buono.

Ma ora è con la sua Mamma, in casa sua, e di fronte a Lui è S. Giuseppe che gli sorride con amore, e sono i cuginetti che lo ammirano e la zia Maria d’Alfeo che lo carezza… È felice. Ha bisogno di amore, il mio Gesù, per esser felice. E in questo momento lo ha.

EMR 40

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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La Sacra Famiglia si reca al Tempio di Gerusalemme. Dopo aver pregato, Giuseppe e Gesù si recano in una stanza dove Gesù viene esaminato dai dottori della Legge. Giuseppe presenta loro il Figlio e poi gli uomini si rivolgono al Bambino. Egli disse il suo nome e che sapeva leggere i simboli e il vero significato delle Scritture. Ascoltandolo, i dottori raccomandarono a Giuseppe di affidarlo a Hilled o a Gamaliel.

A Cristo fu fatta leggere una parte del Decalogo. Dovette continuare a memoria e ogni volta che pronunciava il nome del Signore si inchinava. Disse che se ci inchiniamo ai re della terra, che non sono altro che polvere, dobbiamo inchinarci ancora di più al Re dei Re, da cui dipende ogni creatura.

Gli fu poi posta una domanda sulla legge del sabato e sulla santificazione delle feste. La gallina che depone un uovo o la pecora che partorisce in quel giorno commette forse un peccato? No, perché l'animale obbedisce alle leggi del Creatore e non commette peccato. Se l'uomo lo fa lavorare di sabato, è il suo padrone che porta il suo peccato.

I dottori rimasero impressionati. Gli fecero un'ultima domanda facendogli leggere un passo del secondo libro delle Cronache. Questo brano, che si svolge qualche secolo prima, parla dello scriba Saphan. Egli legge un libro del sacerdote Elchias davanti al re e dopo si straccia le vesti perché il popolo non segue più le istruzioni del Signore e la sua ira è grande. C'è un simbolo in questo testo? Gesù risponde che è raro che non ci sia, e dice che ciò che è eterno non deve essere circoscritto nel tempo. La Parola dichiara che Israele non ha più la sapienza che viene da Dio, nonostante i seicentotredici precetti, perché li conosce ma non li mette più in pratica.

I medici dichiarano che il bambino è perfetto e maggiorenne. La festa termina e Giuseppe e Gesù tornano da Maria.

EMR 41

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è solo a Gerusalemme. Maria lo vede guardare in una direzione particolare, ma la visione è piuttosto breve. Riprende più tardi e la mistica scopre l'interno del Tempio. C'erano dei dottori della Legge, tra cui Gamaliele, Hillel e Shammai, che discutevano della profezia di Davide e del Messia. I primi due sostenevano che il Salvatore era già sulla Terra, mentre l'altro affermava che la schiavitù di Israele era solo aumentata e che "la pace che avrebbe dovuto essere portata da colui che i profeti chiamavano "il Principe della Pace" è ben lontana dal regnare sul mondo". Gesù allora interviene e dichiara che Gamaliele ha ragione. Gli viene chiesto su cosa si basano, e per un po' i personaggi parlano della Natività e della strage degli Innocenti. Poi Hillel chiede da dove viene la saggezza del ragazzo e vogliono esaminarlo per bene. Gli viene consegnato un rotolo e poi si affronta il tema del Precursore. Gesù aveva detto che era già sulla terra e che avrebbe preceduto il Cristo di lì a poco. Inoltre, il Figlio di Giuseppe profetizza sul Regno di Dio e sulla Regalità di Cristo, che è interamente spirituale. Egli disse persino che il Santuario di Dio non sarebbe più stato abbattuto e distrutto, e Hillel comprese le sue parole citando un altro passo del libro di Aggeo.

Gamaliele gli parlò allora della Pace di cui parlava il profeta e Gesù rispose con le parole della Gloria: "Pace agli uomini di buona volontà". Ma Israele non ha questa buona volontà, quindi non avrà la Pace e rifiuterà il suo Messia. Infine, Gesù torna ancora una volta sul Precursore, in seguito a un'osservazione di Shammai, dicendo che tra poco precederà il Cristo. Conclude dicendo che se tutti fossero come Hillel, la salvezza arriverebbe in Israele. Hillel si offre di restare con lui, ma il Bambino dice che deve rimanere in solitudine. E così la visione si conclude.

Maria spiega poi come ha fatto a sapere chi erano Hillel e Gamaliele (grazie alla voce del suo consigliere interiore). Infine, Gesù fa un dettato sul ritrovamento di Gesù e Maria nel Tempio e sul dolore di Maria e Giuseppe. Torna alla famosa domanda: "Figlio mio, perché ci hai fatto questo?".

EMR 41.3-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gamaliele, circondato da un folto gruppo di discepoli, parla della venuta del Messia e, appoggiandosi alla profezia di Daniele, sostiene che il Messia deve ormai essere nato, perché da una decina d’anni circa le settanta settimane profetate sono compiute da quando era uscito il decreto di ricostruzione del Tempio. Sciammai lo combatte asserendo che, se è vero che il Tempio è stato riedificato, è anche vero che la schiavitù di Israele è aumentata, e la pace, che avrebbe dovuto portare seco Colui che i Profeti chiamavano «Principe della Pace», è ben lontana d’essere nel mondo e specie a Gerusalemme, oppressa da un nemico che osa spingere la sua dominazione fin entro il recinto del Tempio, dominato dalla torre Antonia piena di legionari romani, pronti a sedare con la spada ogni tumulto di indipendenza patria.

La disputa, piena di cavilli, va per le lunghe. Ogni maestro fa sfoggio di erudizione, non tanto per vincere il rivale, quanto per imporsi all’ammirazione degli ascoltatori. È palese questo intento.

41.4 Dal folto del gruppo dei fedeli esce una fresca voce di fanciullo: «Gamaliele ha ragione».

Movimento della folla e del gruppo dottorale. Si cerca l’interruttore. Ma non occorre cercarlo. Non si nasconde. Si fa largo da sé e si accosta al gruppo dei “rabbi”. Riconosco il mio Gesù adolescente. È sicuro e franco, con due sfavillanti occhi pieni di intelligenza. (...)

«Su cosa fondi la tua sicurezza?», chiede Hillel.

(Metto i nomi in testa alle risposte per abbreviare e rendere chiaro).

Gesù: «Sulla profezia che non può errare nell’epoca e sui segni che l’hanno accompagnata quando fu il tempo del suo avverarsi. È vero che Cesare ci domina. Ma il mondo era tanto in pace e la Palestina tanto in calma quando si compirono le settanta settimane, che fu possibile a Cesare ordinare il censimento nei suoi domini. Non lo avrebbe potuto se la guerra fosse stata nell’Impero e le sommosse in Palestina. Come era compìto quel tempo, così si sta compiendo l’altro delle sessantadue più una dal compimento del Tempio, perché il Messia sia unto e si avveri il seguito della profezia per il popolo che non lo volle. Potete avere dubbi? Non ricordate che la stella fu vista dai Savi d’Oriente e che andò a posarsi proprio sul cielo di Betlemme di Giuda e che le profezie e le visioni, da Giacobbe in poi, indicano quel luogo come il destinato ad accogliere la nascita del Messia, figlio del figlio del figlio di Giacobbe, attraverso Davide che era di Betlemme? Non ricordate Balaam? “Una stella nascerà da Giacobbe”. I Savi d’Oriente, che la purezza e la fede rendevano occhi e orecchi aperti, hanno visto la stella e compreso il suo nome: “Messia”, e sono venuti ad adorare la Luce scesa nel mondo».

41.5

Sciammai, con sguardo livido: «Tu dici che il Messia nacque nel tempo della stella a Betlemme-Efrata?».

Gesù: «Io lo dico».

Sciammai: «Allora non vi è più. Non sai, fanciullo, che Erode fece uccidere tutti i nati di donna, da un giorno a due anni d’età, di Betlemme e dintorni? Tu, tanto sapiente nella Scrittura, devi sapere anche questo: “Un grido s’è sentito nell’alto… È Rachele che piange i suoi figli”. Le valli e le cime di Betlemme, che hanno raccolto il pianto di Rachele morente, sono rimaste piene di pianto, e le madri l’hanno ripetuto sui figli uccisi. Fra esse era certo anche la Madre del Messia».

Gesù: «Ti sbagli, o vecchio. Il pianto di Rachele s’è volto in osanna, perché là dove essa ha dato alla luce il “figlio del suo dolore”, la nuova Rachele ha dato al mondo il Beniamino del Padre celeste, il Figlio della sua destra, Colui che è destinato a riunire il popolo di Dio sotto il suo scettro e a liberarlo dalla più tremenda schiavitù».

Sciammai: «E come, se Egli fu ucciso?».

Gesù: «Non hai letto di Elia? Egli fu rapito dal cocchio di fuoco. E non potrà il Signore Iddio aver salvato il suo Emmanuele perché fosse Messia del suo popolo? Egli, che ha aperto il mare davanti a Mosè perché Israele passasse a piede asciutto verso la sua terra, non avrà potuto mandare i suoi angeli a salvare il Figlio suo, il suo Cristo, dalla ferocia dell’uomo? In verità vi dico: il Cristo vive ed è fra voi, e quando sarà la sua ora si manifesterà nella sua potenza». Gesù, nel dire queste parole, che sottolineo, ha nella voce uno squillo che empie lo spazio. I suoi occhi sfavillano più ancora e, con mossa d’imperio e promessa, Egli tende il braccio e la mano destra e li abbassa come per giurare. È un fanciullo, ma è solenne come un uomo.

Annotazione

Daniele 9, 21-27: Stavo ancora parlando in preghiera quando Gabriele - l'essere che avevo visto all'inizio della visione - venne rapidamente da me all'ora dell'offerta della sera. Mi istruì dicendo: "Daniele, sono uscito ora per aprire la tua comprensione. Dall'inizio della tua supplica è sorta una parola e sono venuto ad annunciartela, perché sei amato da Dio. Comprendete la parola e cercate di capire l'apparenza.

Settanta settimane sono state stabilite per il tuo popolo e per la tua città santa, per porre fine alla perversione e al peccato, per espiare l'iniquità e realizzare la giustizia eterna, per compiere la visione e la profezia e per consacrare il Santo dei Santi. Sappiate e comprendete! Dal momento in cui è stato dato l'ordine di ricostruire Gerusalemme fino alla venuta di un messia, di un leader, ci saranno sette settimane. Per sessantadue settimane si ricostruiranno le piazze e le mura, ma nell'angoscia dei tempi. E dopo le sessantadue settimane, un messia sarà rimosso. Il popolo di un futuro leader distruggerà la città e il Luogo Santo. Poi, con un diluvio, arriverà la sua fine. Fino alla fine della guerra, avranno luogo le devastazioni decise.

Per una settimana, questo capo rafforzerà l'alleanza con una moltitudine; per metà della settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta, e su un'ala del Tempio ci sarà l'Abominio della Desolazione, finché lo sterminio deciso si scioglierà sull'autore di questa desolazione".

EMR 41.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

41.9 Sciammai e i suoi accoliti: «Questo nazareno è Satana!».

Hillel e i suoi: «No. Questo fanciullo è Profeta di Dio. Resta con me, Bambino. La mia vecchiezza trasfonderà quanto sa al tuo sapere, e Tu sarai Maestro del popolo di Dio».

Gesù: «In verità ti dico che, se molti fossero come tu sei, salute verrebbe ad Israele. Ma la mia ora non è venuta. A Me parlano le voci del Cielo e nella solitudine le devo raccogliere finché non sarà la mia ora. Allora con le labbra e col sangue parlerò a Gerusalemme, e sarà mia la sorte dei Profeti lapidati e uccisi da essa. Ma sopra il mio essere è quello del Signore Iddio, al quale Io sottometto Me stesso come servo fedele per fare di Me sgabello alla sua gloria, in attesa che Egli faccia del mondo sgabello ai piedi del Cristo. Attendetemi nella mia ora. Queste pietre riudranno la mia voce e fremeranno alla mia ultima parola. Beati quelli che in quella voce avranno udito Iddio e crederanno in Lui attraverso ad essa. A questi il Cristo darà quel Regno che il vostro egoismo sogna umano, mentre è celeste, e per il quale Io dico: “Ecco il tuo servo, Signore, venuto a fare la tua volontà. Consumala, perché di compierla Io ardo”».

Dettaglio

Gesù risponde ai maestri nel Tempio.