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Note del tema

Fatti sulla vita pubblica di Gesù Cristo

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EMR 49.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Hai dei nipoti, Maestro?».

«Non ho che una Madre… Ma in Lei c’è la purezza, la sincerità, l’amore dei pargoli più santi, insieme alla sapienza, giustizia e fortezza degli adulti. Ho tutto in mia Madre, Giovanni».

«E l’hai lasciata?».

«Dio è sopra anche alla più santa delle madri».

«La conoscerò io?».

«La conoscerai».

«E mi amerà?».

«Ti amerà perché Ella ama chi ama il suo Gesù».

«Allora non hai fratelli?».

«Ho dei cugini da parte del marito di mia Madre. Ma ogni uomo mi è fratello e per tutti sono venuto.»

EMR 49.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

49.6 Eccoci davanti alla sinagoga. Io entro, e tu mi raggiungerai coi tuoi amici».

Giovanni se ne va, e Gesù entra in una stanza quadrata col solito apparato di lumi a triangolo e di leggii con rotoli di pergamena. Vi è già folla in attesa e in preghiera. Anche Gesù prega. La folla bisbiglia e commenta dietro a Lui, che si curva a salutare il capo della sinagoga e poi si fa dare a caso un rotolo.

Gesù inizia la lezione. Dice:

«Queste cose lo Spirito mi fa leggere per voi. Nel capo settimo del libro di Geremia si legge: “Queste cose dice il Signore degli eserciti, il Dio d’Israele: ‘Emendate i vostri costumi e i vostri affetti e allora abiterò con voi in questo luogo. Non vi cullate nelle parole vane da voi ripetute: c’è qui il Tempio del Signore, il Tempio del Signore, il Tempio del Signore. Perché, se voi migliorerete i vostri costumi e i vostri affetti, se renderete giustizia fra l’uomo e il suo prossimo, se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete in questo luogo il sangue innocente, se non andrete dietro agli dèi stranieri, per vostra sventura, allora Io abiterò con voi in questo luogo, nella terra che Io diedi ai vostri padri per secoli e secoli’”.

Udite, o voi di Israele. Ecco che Io vengo a illuminarvi le parole di luce che la vostra anima offuscata non sa più vedere e capire. Udite. Molto pianto scende sulla Terra del popolo di Dio e piangono i vecchi che ricordano le antiche glorie, piangono gli adulti piegati al giogo, piangono i fanciulli che non hanno avvenire di futura gloria. Ma la gloria della Terra è nulla rispetto ad una gloria che nessun oppressore, che non sia Mammona e la mala volontà, possono strappare.

Perché piangete? Come l’Altissimo, che fu sempre buono per il popolo suo, ora ha girato altrove il suo sguardo e nega ai suoi figli di vederne il Volto? Non è più il Dio che aperse il mare e ne fece passare Israele e per arene lo condusse e nutrì, e contro nemici lo difese e, perché non smarrisse la via del Cielo, come diede ai corpi la nuvola, diede alle anime la Legge? Non è più il Dio che addolcì le acque e fece venire manna agli sfiniti? Non è il Dio che vi volle stabilire in questa terra e con voi strinse alleanza di Padre a figli? E allora perché ora lo straniero vi ha percossi?

Molti fra voi mormorano: “Eppure qui è il Tempio!”. Non basta avere il Tempio e in quello andare a pregare Iddio. Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo, e in quello va fatta preghiera santa. Ma santa non può essere se prima il cuore non si emenda e col cuore non si emendano i costumi, gli affetti, le norme di giustizia verso i poveri, verso i servi, verso i parenti, verso Dio.

Ora guardate. Io vedo ricchi dal cuore duro, che fanno ricche offerte al Tempio ma non sanno dire al povero: “Fratello, ecco un pane e un denaro. Accettalo. Da cuore a cuore, e non t’avvilisca l’aiuto come a me non dia superbia il dartelo”. Ecco, Io vedo oranti che si lamentano con Dio che non li ascolta prontamente, ma poi al misero, e talora è loro sangue, che gli dice: “Ascoltami”, rispondono con cuore di selce: “No”. Ecco, Io vedo che voi piangete perché la vostra borsa è spremuta dal dominatore. Ma poi voi spremete sangue a chi odiate, e di far vuoto un corpo di sangue e vita non avete orrore.

O voi di Israele! Il tempo della Redenzione è giunto. Ma preparatene le vie in voi con la buona volontà. Siate onesti, buoni, amatevi gli uni con gli altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non invidiate. Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti chiamati ad un destino. Non chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirà, con i vostri peccati. Avete sin qui errato? Ora non più. Ogni errore cada.

Semplice, buona, facile è la Legge che torna ai dieci comandi iniziali ma tuffati in luce d’amore. Venite. Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio a voi, di voi a Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è Amore e figli del Padre sono coloro che sanno vivere l’amore. Io sono qui per tutti e per dare a tutti la luce di Dio. Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni concupiscenza muoia. Una gloria nuova vi è porta, quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi è cosa più grande. Ma, quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione.

La benedizione di Dio sia su chi volge a Lui cuore pieno di buona volontà».

Gesù tace. La gente bisbiglia. L’adunanza si scioglie dopo inni cantati molto salmodiandoli.

Dettaglio

Gesù è con Giovanni e vanno alla sinagoga. Cristo disse al suo discepolo:

EMR 49.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni concupiscenza muoia. Una gloria nuova vi è porta, quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi è cosa più grande. Ma, quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione.

EMR 50.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.3 Poi Gesù si alza, gira per la terrazza, guarda il lago, guarda e sorride a dei bambini che giuocano sulla via e che gli sorridono, guarda sulla via, verso la piazzetta che è a un cento metri dalla casa. Poi scende. Si affaccia alla cucina: «Donna, Io vado a passeggiare sulla riva».

Esce e va infatti sulla riva, presso i bambini. Li interroga: «Che fate?».

«Volevamo giocare alla guerra. Ma lui non vuole e allora si giuoca alla pesca».

Il «lui» che non vuole è un ometto gracilino, ma dal viso luminosissimo. Forse sa che, gracile come è, le buscherebbe dagli altri nel fare «la guerra» e perciò perora la pace.

Ma Gesù ne trae spunto per parlare a quei bambini: «Lui ha ragione. La guerra è castigo di Dio per punizione degli uomini, e segno che l’uomo non è più vero figlio di Dio. Quando l’Altissimo creò il mondo, fece tutte le cose: il sole, il mare, le stelle, i fiumi, le piante, gli animali, ma non fece le armi. Creò l’uomo e gli dette occhi perché avesse sguardi d’amore, bocca per dire parole d’amore, udito per udirle, mani per dare soccorsi e carezze, piedi per correre veloce dal fratello bisognoso, e cuore capace d’amare. Dette all’uomo intelligenza, parola, affetti, gusti. Ma non dette l’odio. Perché? Perché l’uomo, creatura di Dio, doveva essere amore come Amore è Dio. Se l’uomo fosse rimasto creatura di Dio, nell’amore sarebbe rimasto, e guerra e morte non avrebbe conosciuto la famiglia umana».

«Ma lui la guerra non la vuol fare perché perde sempre» (avevo indovinato).

Gesù sorride e dice: «Non bisogna non volere quello che a noi nuoce perché ci nuoce. Bisogna non volere una cosa quando nuoce a tutti. Se uno dice: “Io non voglio questo perché ci perdo”, è egoista. Invece il buon figlio di Dio dice: “Fratelli, io so che vincerei, ma vi dico: non facciamo questo perché voi ne avreste danno”. Oh! come costui ha compreso il precetto principale! Chi me lo sa dire?».

In coro le undici bocche dicono: «“Amerai il tuo Dio con tutto te stesso e il tuo prossimo come te stesso”».

«Oh! siete dei bravi fanciulli.

50.4 Andate a scuola tutti?».

«Sì».

«Chi è il più bravo?».

«Lui». È il gracilino che non vuol fare alla guerra.

«Come ti chiami?».

«Gioele».

«Grande nome! Egli dice: “… il debole dica: ‘Son forte!’”. Ma in che: forte? Nella legge del Dio vero, per essere fra quelli che Egli nella valle della Decisione giudicherà come santi di Lui. Ma già il giudizio è vicino. Non nella valle della Decisione, ma sul monte della Redenzione. Là, fra sole e luna oscurati di orrore, e stelle tremanti pianto di pietà, saranno giudicati i figli della Luce dai figli delle Tenebre. E tutto Israele saprà che il suo Dio è venuto. Felici quelli che l’avranno riconosciuto. A loro miele e latte e acque chiare scenderanno in cuore e le spine diverranno eterne rose. Chi di voi vuole esser fra quelli che saranno giudicati santi da Dio?».

«Io! Io! Io!».

«Amerete allora il Messia?».

«Sì! Sì! Te! Te! Te amiamo! Lo sappiamo chi sei! Lo hanno detto Simone e Giacomo, e le mamme nostre l’han detto. Pigliaci con Te!».

«In verità vi prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro, ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi».

I bambini sono tutti a cerchio intorno a Gesù. Pare una corolla variopinta, stretta intorno ad un lungo pistillo azzurro cupo.

EMR 50.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Chi di voi vuole esser fra quelli che saranno giudicati santi da Dio?».

«Io! Io! Io!».

«Amerete allora il Messia?».

«Sì! Sì! Te! Te! Te amiamo! Lo sappiamo chi sei! Lo hanno detto Simone e Giacomo, e le mamme nostre l’han detto. Pigliaci con Te!».

«In verità vi prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro, ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi».

Dettaglio

Gesù parlò ad alcuni bambini e chiese loro:

Parole chiave

EMR 50.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù resta solo sinché torna Filippo con Natanaele-Bartolomeo.

«Ecco un vero israelita in cui non è frode. La pace a te, Natanaele».

«Come mi conosci?».

«Prima che Filippo venisse a chiamarti, Io ti ho visto sotto al fico».

«Maestro, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele!».

«Perché ho detto di averti visto, mentre pensavi sotto al fico, tu credi? Vedrai cose ben più grandi di questa. In verità vi dico che i Cieli sono aperti e voi, per la fede, vedrete gli angeli scendere e salire sopra il Figlio dell’uomo: Io che ti parlo».

«Maestro! Io non sono degno di tanto favore!».

«Credi in Me e sarai degno del Cielo. Vuoi credere?».

«Voglio, Maestro».

Dettaglio

Gesù chiamò Filippo ed egli andò a prendere Natanaele-Barcolomeo.

EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Voi avete desiderato di udirmi. La Parola parla. Parla agli onesti con gioia, parla ai disonesti con dolore, parla ai santi e ai puri con diletto, parla ai peccatori con pietà. Non si nega. È venuta per effondersi come fiume che irriga terre bisognose d’acqua, alle quali porta ristoro d’onde e nutrimento di limo.

Voi volete sapere quali cose si richiedono per esser discepoli della Parola di Dio, del Messia, Verbo del Padre, che viene a radunare Israele perché rioda le parole del Decalogo santo e immutabile e si santifichi in esse per esser già mondo, quanto può l’uomo di per sé farlo, per l’ora della Redenzione e del Regno.

Ecco. Io dico ai sordi, ai ciechi, ai muti, ai lebbrosi, ai paralitici, ai morti: “Sorgete, siate guariti, risorgete, camminate, si aprano in voi i fiumi della luce, della parola, del suono, perché possiate vedere, udire, dire di Me”. Ma più che ai corpi Io dico questo agli spiriti vostri. Uomini di buona volontà, venite a Me senza timore. Se lo spirito è leso, Io lo risano. Se malato, Io lo guarisco. Se morto, Io lo risuscito. Voglio solo la vostra buona volontà.

EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Pace e benedizione alle loro case, alle loro donne, ai loro bambini. La grazia e la luce di Dio regni in esse e nei cuori che l’abitano.

Voi avete desiderato di udirmi. La Parola parla. Parla agli onesti con gioia, parla ai disonesti con dolore, parla ai santi e ai puri con diletto, parla ai peccatori con pietà. Non si nega. È venuta per effondersi come fiume che irriga terre bisognose d’acqua, alle quali porta ristoro d’onde e nutrimento di limo.

Voi volete sapere quali cose si richiedono per esser discepoli della Parola di Dio, del Messia, Verbo del Padre, che viene a radunare Israele perché rioda le parole del Decalogo santo e immutabile e si santifichi in esse per esser già mondo, quanto può l’uomo di per sé farlo, per l’ora della Redenzione e del Regno.

Ecco. Io dico ai sordi, ai ciechi, ai muti, ai lebbrosi, ai paralitici, ai morti: “Sorgete, siate guariti, risorgete, camminate, si aprano in voi i fiumi della luce, della parola, del suono, perché possiate vedere, udire, dire di Me”. Ma più che ai corpi Io dico questo agli spiriti vostri. Uomini di buona volontà, venite a Me senza timore. Se lo spirito è leso, Io lo risano. Se malato, Io lo guarisco. Se morto, Io lo risuscito. Voglio solo la vostra buona volontà.

Difficile ciò che vi chiedo? No. Io non vi impongo i cento e cento e cento precetti dei rabbini. Io vi dico: seguite il Decalogo. La Legge è una e immutabile. Molti secoli sono passati dall’ora in cui essa fu data bella, pura, fresca, come creatura appena nata, come rosa appena aperta sullo stelo. Semplice, netta, dolce a seguirsi. Nei secoli le colpe e le tendenze l’hanno complicata con leggi e leggi minori, con pesi e restrizioni, con troppe penose clausole. Io vi riporto alla Legge così come l’Altissimo l’ha data. Ma, ve ne prego per vostro bene, ricevetela col cuor sincero dei veri israeliti di allora.

Voi mormorate, più in cuor vostro che col labbro, che la colpa, più che in voi, umili, è in alto. Lo so. Nel Deuteronomio è detto tutto quanto va fatto, né era necessario di più. Ma non giudicate chi fece, per gli altri, non per sé. Voi fate ciò che Dio dice. E sopra tutto sforzatevi ad esser perfetti nei due precetti principali. Se amerete Dio con tutto voi stessi, non peccherete, perché il peccato è dolore dato a Dio. Chi ama non vuol dare dolore. Se amerete il prossimo come voi stessi, non sarete che figli rispettosi per i genitori, sposi fedeli ai consorti, uomini onesti nei commerci, senza violenze per i nemici, senza menzogna nel deporre, senza invidia verso chi ha, senza fomite di lussuria verso l’altrui donna. Non volendo fare agli altri ciò che non vorreste fatto a voi, non ruberete, non ammazzerete, non calunnierete, non entrerete come cuculi nel nido altrui.

Ma anzi Io vi dico: “Spingete alla perfezione la vostra ubbidienza ai due precetti d’amore: amate anche i vostri nemici”.

Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.

Amate. L’amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno”.

La pace a voi».

Dettaglio

Gesù disse: