EMR 167.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
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EMR 167.7
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EMR 186.5-6
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EMR 195.1-2 · Volume 3
«Dopo aver vagato per tanti anni, reso folle da questa conoscenza, ho trovato l’Uomo, il Santo».
«Io non conosco altra sapienza che quella d’Israele».
«Se così è, hai già di che salvarti. Ora però hai anche la scienza, anzi la sapienza di Dio».
«È la stessa cosa».
«Oh! no! Come un giorno nebbioso rispetto ad uno pieno di sole».
«Insomma, mi vuoi ammaestrare? Io non ne ho voglia».
«Lasciami parlare! Prima parlavo ai bambini: erano svagati. Poi alle ombre: mi maledivano. Poi ai polli: erano già migliori dei due primi, molto migliori. Ora parlo con me stesso non potendo ancora parlare con Dio. Perché me lo vuoi impedire? Ho mezza vista, la vita spezzata dalle miniere, il cuore malato da tanti anni. Lascia almeno che non mi si sterilisca la mente».
«Gesù è Dio».
«Lo so, lo credo. Più di te. Perché io sono rinato per sua opera, tu no. Ma per quanto Lui sia il Buono, è sempre Lui, Dio, ed il povero disgraziato che io sono non osa trattarlo con la tua famigliarità. Gli parla la mia anima… ma il labbro non osa. L’anima, e penso che Egli la senta nei suoi pianti di riconoscente e penitente amore».
195.2
«È vero, Giovanni. Io sento la tua anima». Gesù entra nella conversazione dei due. Giuda arrossisce di vergogna, l’uomo di Endor di gioia. «Io sento la tua anima, è vero. E sento anche il lavoro della tua mente. Hai detto bene. Quando ti sarai formato in Me, molto ti gioverà essere stato maestro e scolaro attento. Parla, parla, anche con te stesso…».
Giovanni di Endor parlò con Giuda e disse:
EMR 196.7 · Volume 3
[Maria] È il Fiore del Cielo e del creato, è la Perla del Paradiso, è la Pace di Dio… Sì, la Pace. Io sono il Pacifico perché sono Figlio del Padre e figlio di Maria: la Pace infinita e la Pace soave.
EMR 197.2 · Volume 3
«Mi sento straniero nella Casa del Padre… Io l’ho abbandonato per troppo tempo…».
«Tu vi torni preso per mano da Me che sono il Figlio del Padre. Se Io ti conduco davanti all’altare è perché so che tutto è perdonato».
Giovanni di Endor ha un aspro singhiozzo e dice: «Grazie, mio Dio».
«Sì, ringrazia l’Altissimo. (...) Sei mio, sei di Dio, discepolo, e perciò futuro sacerdote del tuo Signore nella nuova èra e religione che avrà nome da Me.»