EMR 184.3 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Udite.
In voi è il dubbio sulla conversione di Maria al bene[1]. Nessun segno in lei dà un indice verso questo passo. Sfrontata e impudente ella, conscia del suo grado e del suo potere, ha osato sfidare la gente e venire persino sulla soglia della casa dove si piange per causa sua. Al rimprovero di Pietro risponde con una risata. Al mio sguardo che l’invita con l’irrigidirsi superba. Voi forse avreste voluto, chi per amore verso Lazzaro, chi per amore verso di Me, che Io le parlassi direttamente, a lungo, soggiogandola col mio potere, mostrando la mia forza di Messia Salvatore. No. Non occorre tanto. L’ho detto[2] per un’altra peccatrice molti mesi or sono. Le anime devono farsi da sé. Io passo, getto il seme. Nel segreto il seme lavora. L’anima va rispettata in questo suo lavoro. Se il primo seme non attecchisce se ne semina un altro, un altro… ritirandosi solo quando si hanno prove sicure della inutilità del seminare. E si prega. La preghiera è come la rugiada sulle zolle: le tiene morbide e nutrite, e il seme può germogliare.
Dettaglio
Gesù parla di Maria Maddalena, che non sembra essersi convertita. Parla di Lazzaro e Aglaia e del suo potere come Messia, e poi del lavoro delle anime su se stesse.
Annotazione
L'ho detto per un'altra peccatrice diversi mesi fa. Per Aglaé, la donna velata di Belle-Eau. Si veda EMV 79.6.