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Note del tema

Personaggi del Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 43 di 223

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EMR 46.15

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Poi, dopo la lotta, viene la vittoria, e gli angeli servono e difendono il vincitore dall’odio di Satana. Lo ristorano con le rugiade celesti, con la grazia che riversano a piene mani nel cuore del figlio fedele, con la benedizione che accarezza lo spirito.

Occorre avere volontà di vincere Satana e fede in Dio e nel suo aiuto. Fede nella potenza della preghiera e nella bontà del Signore. Allora Satana non può fare del male.

Dettaglio

Gesù parla di tentazioni.

EMR 47

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù cammina vicino al guado del Giordano. Passa un gruppo, tra cui Giovanni e Giacomo di Zebedeo. È Giovanni che si accorge del Maestro e gli va incontro con naturalezza, mentre suo fratello lo segue. Lo saluta chiamandolo l'Agnello di Dio. Gesù gli chiede chi sta cercando e l'Amato risponde che sta cercando il Maestro. Lo sa perché glielo ha detto Giovanni Battista e lo chiama Agnello perché ha sentito il Precursore chiamarlo così. Giovanni Battista è ora imprigionato e non hanno più la loro guida. Tuttavia, Giovanni presenta se stesso e Giacomo. Chiede dove abita Gesù e Gesù dice loro che chi lo segue dovrà lasciare tutto: "casa, genitori, modo di pensare e persino la vita". Non è un uomo ricco e per seguirlo bisogna rinascere spiritualmente in Dio. I due uomini vogliono comunque seguirlo e Gesù accetta la loro richiesta.

Cristo diede poi due dettati. Il primo riguardava la purezza e la verginità, compresa la verginità consacrata. Spiega che "ci sono diversi modi di essere vergine" e ritorna sul tema di coloro che fanno un voto al Signore. Se le anime fanno un voto, ma cedono alla sensualità (anche quella del pensiero), sono vergini solo a metà.

Il Maestro torna poi alla propria tentazione nel deserto e alla sensualità che il diavolo gli propose. Poi si sofferma sui puri, che vedono Dio. Infine, si concentra su Giovanni, che è il puro tra i discepoli e che fu il suo primo discepolo.

EMR 47.1-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

47.1 Vedo Gesù che cammina lungo la striscia verde che costeggia il Giordano. È tornato su per giù al posto che ha visto il suo battesimo. Presso il guado che pare fosse molto conosciuto e frequentato per passare all’altra sponda verso la Perea. Ma il luogo, dianzi tanto affollato di gente, ora appare spopolato. Solo qualche viandante, a piedi o a cavallo di asini o cavalli, lo percorre. Gesù pare non accorgersene neppure. Procede per la sua strada risalendo a nord, come assorto nei suoi pensieri.

Quando giunge all’altezza del guado incrocia un gruppo di uomini di età diverse, che discutono animatamente fra loro e che poi si separano, parte andando verso sud e parte risalendo a nord. Fra quelli che si dirigono a nord vedo esservi Giovanni e Giacomo.

47.2 Giovanni vede per primo Gesù e lo indica al fratello e ai compagni. Parlano fra loro per un poco e poi Giovanni si dà a camminare velocemente per raggiungere Gesù. Giacomo lo segue più piano. Gli altri non se ne occupano. Camminano lentamente, discutendo.

Quando Giovanni è presso a Gesù, alle sue spalle, lontano appena un due o tre metri, grida: «Agnello di Dio che levi i peccati del mondo!».

Gesù si volge e lo guarda. I due sono a pochi passi l’uno dal­l’altro. Si osservano. Gesù col suo aspetto serio e indagatore. Giovanni col suo occhio puro e ridente nel bel viso giovanile che pare di fanciulla. Gli si dànno sì e no vent’anni, e sulla gota rosata non vi è altro segno che quello di una peluria bionda, che pare una velatura d’oro.

«Chi cerchi?», chiede Gesù.

«Te, Maestro».

«Come sai che sono maestro?».

«Me lo ha detto il Battista».

«E allora perché mi chiami Agnello?».

«Perché ti ho udito indicare così da lui un giorno che Tu passavi, poco più di un mese fa».

«Che vuoi da Me?».

«Che Tu ci dica le parole di vita eterna e che ci consoli».

«Ma chi sei?».

«Giovanni di Zebedeo sono, e questo è Giacomo mio fratello. Siamo di Galilea. Pescatori siamo. Ma siamo pure discepoli di Giovanni. Egli ci diceva parole di vita e noi lo ascoltavamo, perché vogliamo seguire Dio e con la penitenza meritare il suo perdono, preparando le vie del cuore alla venuta del Messia. Tu lo sei. Giovanni l’ha detto, perché ha visto il segno della Colomba posarsi su Te. A noi l’ha detto: “Ecco l’Agnello di Dio”. Io ti dico: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dàcci la pace, perché non abbiamo più chi ci guidi e l’anima è turbata».

«Dove è Giovanni?».

«Erode l’ha preso. In prigione è, a Macheronte. I più fedeli fra i suoi hanno tentato di liberarlo. Ma non si può. Torniamo di là.

47.3 Lasciaci venire con Te, Maestro. Mostraci dove abiti».

«Venite. Ma sapete cosa chiedete? Chi mi segue dovrà tutto lasciare: e casa, e parenti, e modo di pensare, e vita anche. Io vi farò miei discepoli e miei amici, se volete. Ma Io non ho ricchezze e protezioni. Sono, e più lo sarò, povero sino a non avere dove posare il capo e perseguitato più di sperduta pecora dai lupi. La mia dottrina è ancor più severa di quella di Giovanni, perché interdice anche il risentimento. Non tanto al­l’esterno si volge, quanto allo spirito. Rinascere dovrete se volete essere miei. Lo volete voi fare?».

«Sì, Maestro. Tu solo hai parole che ci dànno luce. Esse scendono e, dove era tenebra di desolazione perché privi di guida, mettono chiarore di sole».

«Venite, dunque, e andiamo. Vi ammaestrerò per via».

Dettaglio

In 47,2, una descrizione fisica di Giovanni.

Annotazione

Giovanni 1:35-39:

Il giorno dopo Giovanni era lì con due dei suoi discepoli. Guardando Gesù che andava e veniva, disse: "Ecco l'Agnello di Dio! I due discepoli udirono le sue parole e seguirono Gesù. Gesù si voltò, vide che lo seguivano e disse loro: "Che cosa cercate? Gli risposero: "Rabbì - che significa Maestro - dove stai? Egli disse loro: "Venite a vedere". Così andarono a vedere dove alloggiava e quel giorno rimasero con lui. Era circa l'ora decima (circa le quattro del pomeriggio).

EMR 47.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Giovanni di Zebedeo sono, e questo è Giacomo mio fratello. Siamo di Galilea. Pescatori siamo. Ma siamo pure discepoli di Giovanni. Egli ci diceva parole di vita e noi lo ascoltavamo, perché vogliamo seguire Dio e con la penitenza meritare il suo perdono, preparando le vie del cuore alla venuta del Messia. Tu lo sei. Giovanni l’ha detto, perché ha visto il segno della Colomba posarsi su Te. A noi l’ha detto: “Ecco l’Agnello di Dio”. Io ti dico: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dàcci la pace, perché non abbiamo più chi ci guidi e l’anima è turbata».

«Dove è Giovanni?».

«Erode l’ha preso. In prigione è, a Macheronte. I più fedeli fra i suoi hanno tentato di liberarlo. Ma non si può. Torniamo di là.»

Parole chiave

EMR 47.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Giovanni di Zebedeo sono, e questo è Giacomo mio fratello. Siamo di Galilea. Pescatori siamo. Ma siamo pure discepoli di Giovanni. Egli ci diceva parole di vita e noi lo ascoltavamo, perché vogliamo seguire Dio e con la penitenza meritare il suo perdono, preparando le vie del cuore alla venuta del Messia. Tu lo sei. Giovanni l’ha detto, perché ha visto il segno della Colomba posarsi su Te. A noi l’ha detto: “Ecco l’Agnello di Dio”. Io ti dico: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dàcci la pace (...).»

Dettaglio

Giovanni di Zebedeo parlò a Gesù e disse:

EMR 47.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

47.4 Dice Gesù:

«Il gruppo che mi aveva incontrato era numeroso. Ma uno solo mi riconobbe. Colui che aveva anima, pensiero e carne limpidi da ogni lussuria.»

Dettaglio

Dopo che Maria ebbe assistito al primo incontro con Giovanni, Gesù le disse:

EMR 47.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

47.7 Il mondo schernisce i puri. I colpevoli di impudicizia li colpiscono. Giovanni Battista è una vittima della lussuria di due osceni. Ma se il mondo ha ancora un poco di luce, ciò si deve ai puri del mondo. Sono essi i servi di Dio e sanno capire Dio e ripetere le parole di Dio. Io ho detto: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. Anche dalla Terra. Essi, ai quali il fumo del senso non turba il pensiero, “vedono” Dio e l’odono e lo seguono, e l’additano agli altri.

EMR 47.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

47.8 Giovanni di Zebedeo è un puro. È il puro fra i miei discepoli. Che anima di fiore in un corpo d’angelo! Egli mi chiama con le parole del suo primo maestro e mi chiede di dargli pace. Ma la pace l’ha in sé per la sua vita pura, ed Io l’ho amato per questa sua purezza, alla quale ho affidato gli insegnamenti, i segreti, la Creatura più cara che avessi.

È stato il mio primo discepolo, il mio amante dal primo istante che mi vide. La sua anima s’era fusa con la mia sin dal giorno che m’aveva visto passare lungo il Giordano e m’aveva visto indicare dal Battista. Se anche non m’avesse incontrato di poi, al mio ritorno dal deserto, m’avrebbe cercato tanto da riuscire a trovarmi, perché chi è puro è umile e desideroso di istruirsi nella scienza di Dio e viene, come va l’acqua al mare, verso quelli che riconosce maestri nella dottrina celeste.

EMR 47.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vieni dietro a Gesù come Giovanni. Camminerai fra le spine, ma troverai per rose le stille di sangue di Chi le sparse per te, per vincere anche in te la carne.

Dettaglio

Gesù disse a Maria:

EMR 47.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Prevengo anche un’osservazione. Dice Giovanni nel suo Vangelo, parlando dell’incontro con Me: “E il giorno seguente”. Sembra perciò che il Battista mi indicasse il giorno seguente al battesimo e subito Giovanni e Giacomo mi seguissero. Cosa che contrasta con quanto dissero gli altri evangelisti circa i quaranta giorni passati nel deserto. Ma leggete così: “(Avvenuto ormai l’arresto di Giovanni) un giorno in seguito i due discepoli di Giovanni Battista, ai quali egli mi aveva indicato dicendo: ‘Ecco l’Agnello di Dio’, rivedendomi, mi chiamarono e mi seguirono”. Dopo il mio ritorno dal deserto.

E insieme tornammo sulle rive del lago di Galilea, dove Io avevo preso rifugio per iniziare da lì la mia evangelizzazione, e i due parlarono di Me — dopo esser stati con Me per tutto il cammino e per un’intera giornata nella casa ospitale di un amico di casa mia, del parentado — agli altri pescatori.

Ma l’iniziativa fu di Giovanni, al quale la volontà di penitenza aveva reso l’anima, già tanto limpida per la sua purezza, un capolavoro di limpidità su cui la Verità si rifletteva nitidamente, dandogli anche la santa audacia dei puri e dei generosi, che non temono mai di farsi avanti dove vedono che vi è Dio, e verità e dottrina e via di Dio. Quanto l’ho amato per questa sua semplice ed eroica caratteristica!».

Annotazione

Giovanni 1:35-39:

Il giorno dopo Giovanni era lì con due dei suoi discepoli. Guardando Gesù che andava e veniva, disse: "Ecco l'Agnello di Dio! I due discepoli udirono le sue parole e seguirono Gesù. Gesù si voltò, vide che lo seguivano e disse loro: "Che cosa cercate? Gli risposero: "Rabbì - che significa Maestro - dove stai? Egli disse loro: "Venite a vedere". Così andarono a vedere dove alloggiava e quel giorno rimasero con lui. Era circa l'ora decima (circa le quattro del pomeriggio).