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Sedi - Bethel

Tema: Regione della Giudea

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EMR 194

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Rivelazione al piccolo Yabeç (Jabé) durante il viaggio da Sichem a Beerot.

Data della visione: martedì 19 giugno 1945.

Calendario: giovedì 23 marzo 28 (10 Nissan 3788).

Luogo (mappa): A Bethel, dopo aver lasciato Sichem. Partenza per Beerot.

Ciclo: Il secondo viaggio pasquale

Sommario: Giovanni di Endor e Pietro distraggono Yabeç lungo il cammino. Così non si accorge che stanno passando vicino al monte dove sono stati sepolti i suoi genitori. Allora Gesù lo chiamò, gli mostrò i tetti d'oro del Tempio e cominciò a interrogarlo sulla Parola di Dio. Il bambino piange ricordando i suoi genitori e Gesù gli ricorda il sogno di Giacobbe, con gli angeli che salgono al cielo e scendono sulla terra. Gli promise che alla fine della sua vita non avrebbe dovuto salire quella scala, perché l'aveva già salita per tutta la vita. Il Maestro gli assicurò anche che sarebbe stato amato da sua Madre e dalle altre Marie, e tutte queste parole consolarono il piccolo orfano.

L'orfanello chiese infine a Cristo del Limbo e Gesù spiegò che lo avrebbe aperto una volta ottenuto il perdono del Padre. La madre di Yabeç lo avrebbe seguito in Paradiso e sarebbe stata lì nell'ora della morte del figlio. Il ragazzo si rallegrò di questo pensiero e tornarono all'esame che il ragazzo avrebbe dovuto sostenere.

Dopo avergli chiesto di Dio e del sabato, il protetto di Pietro capì finalmente che Gesù era il Cristo, il Salvatore, e rimase sbalordito. Ma Gesù gli assicura che non deve avere paura di lui. Il gruppo fece una pausa per mangiare, dopodiché l'orfano chiese che gli fosse dato un nuovo nome dal giorno in cui sarebbe diventato maggiorenne. Il Signore accolse la sua richiesta e decise che sua Madre gliene avrebbe dato uno.

Cristo chiese poi a Yabeç quali libri parlassero del Messia. Il bambino rispose che erano Daniele e Isaia e confessò di preferire il primo. Nel frattempo, Giovanni di Zebedeo si unisce alla conversazione, nota che il bambino ha le sue stesse parole e Gesù si avvia verso Berot.

Contenuti del capitolo: 194,1: Yabeç è distratto da un brutto ricordo. 194.2: Dialogo tra Gesù e Yabeç: come sarà la scala di Giacobbe per Yabeç. 194.3 : Il limbo sarà svuotato. Tuo padre e tua madre si prenderanno cura di te. 194.4: L'importanza del giorno di sabato. Yabeç riconosce Dio in Gesù. 194.5 : Riceverà un nuovo nome. Il Messia nelle Scritture. 194.6: Partenza per Beeroth.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 55.

EMR 194.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ecco una nuova salita molto ripida poiché, lasciata la via maestra, polverosa e affollata, la comitiva ha preferito prendere questa scorciatoia boscosa. E, giunti alla cima, ecco in lontananza splendere, già distintamente, un mare lucente, sospeso sopra un agglomerato bianco, forse case nitide di calcina.

«Jabé», chiama Gesù, «vieni qui. Vedi quel punto d’oro? È la Casa del Signore. Là tu giurerai di ubbidire alla Legge. Ma la conosci bene?».

«La mamma me ne parlava e il padre mi insegnava i precetti. So leggere e… e credo sapere ciò che “essi” mi hanno detto prima di morire…». Il bambino, che è accorso con un sorriso alla chiamata di Gesù, piange ora, col capino basso e la mano che trema nella mano di Gesù.

«Non piangere. Senti. Sai dove siamo? Questa è Betel. Qui il santo Giacobbe fece il suo sogno angelico. Lo sai? Lo ricordi?».

«Sì, Signore. Vide una scala che toccava dalla Terra al Cielo, e su e giù andavano gli angeli, e la mamma mi diceva che nell’ora della morte, se si era stati sempre buoni, si vedeva la stessa cosa e si andava per quella scala alla Casa di Dio. Tante cose mi diceva la mamma… Ma ora non me le dirà più… le ho tutte qui ed è tutto quello che ho di lei…». Le lacrime scendono sul visetto tanto triste.

«Ma non piangere così! Senti, Jabé. Ho anche Io una Madre che si chiama Maria, e che è santa e buona e sa dire tante cose. È più sapiente di un maestro, e più buona e bella di un angelo. Ora andiamo da Lei. Ti vorrà tanto bene. Ti dirà tante cose. E poi con Lei è la mamma di Giovanni, anche lei tanto buona e di nome Maria. E la madre di mio fratello Giuda, anche lei dolce come un pan di miele, e anche lei ha nome Maria. Ti vorranno tanto bene. Ma tanto. Perché sei un bravo bambino, e per amor mio che ti amo tanto. E poi tu crescerai con loro e fatto grande sarai un santo di Dio, predicherai come un dottore il Gesù che ti ha ridato una madre qui, e che aprirà le porte dei Cieli alla tua madre morta, al padre tuo, e che te l’aprirà anche a te, alla tua ora. Tu non avrai neppure bisogno di salire la lunga scala dei Cieli all’ora della morte. L’avrai già salita durante la vita tua, essendo un buon discepolo, e ti troverai là, alla soglia aperta del Paradiso, ed Io ci sarò e ti dirò: “Vieni, amico mio e figlio di Maria” e staremo insieme».

Il sorriso fulgido di Gesù, che cammina un poco curvo per essere più vicino al visetto alzato del bambino che gli cammina a lato con la manina nella sua, e il racconto meraviglioso rasciugano le lacrime e fanno spuntare un sorriso.

Annotazione

Libro della Genesi 28, 10-19

Gen 28, 10-19 : Giacobbe lasciò Bersabea e andò ad Haran. Giunto in un luogo, vi rimase tutta la notte, perché il sole era tramontato. Prese una delle pietre che si trovavano lì, ne fece il suo giaciglio e si sdraiò in quel luogo. Poi fece un sogno ed ecco che una scala era posta sulla terra e la sua cima arrivava fino al cielo; ed ecco che gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa e Yahweh era in piedi in cima. Egli disse: "Io sono Yahweh, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. Io darò questa terra su cui giaci a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra; ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. Ecco, io sono con voi, vi custodirò dovunque andrete e vi ricondurrò in questa terra. Perché non vi lascerò finché non avrò fatto ciò che vi ho detto". "

Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certamente Yahweh è in questo luogo e io non lo sapevo! "E, spaventato, aggiunse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è la casa di Dio, questa è la porta del cielo". "Giacobbe si alzò di buon mattino, prese la pietra che aveva fatto per il suo capezzale, la eresse a monumento e versò olio sulla sua sommità. Chiamò il luogo Bethel, ma il nome originario della città era Luz.