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Note della parola chiave

Gioacchino di Mageddo

Tema: Personaggi del Vangelo come mi è stato rivelato

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EMR 192.3-4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sostano in un paese, che sento chiamare Mageddo, per prendere cibo e riposo presso una fonte molto fresca e rumorosa per la molt’acqua che da essa sgorga nel bacino di pietra oscura. Ma nessuno del paese si interessa dei viaggiatori, anonimi fra i molti altri pellegrini più o meno ricchi che vanno a piedi o su asinelli e mule verso Gerusalemme per la Pasqua. Vi è già un’aria di festa e molti bambini sono coi gitanti, esilarati all’idea della cerimonia della maggiore età.

Due ragazzetti di agiata condizione, che vengono a giocare presso la fonte mentre vi è Jabé con Pietro, che se lo tira dietro allettandolo con mille cosette, chiedono al ragazzo: «Vai anche tu per essere figlio della Legge?».

Jabé risponde timidamente: «Sì», ma si nasconde quasi dietro a Pietro.

«È tuo padre questo? Sei povero, vero?».

«Sono povero, sì».

I due fanciulli, forse figli di farisei, lo scrutano ironici e curiosi, e dicono: «Si vede».

Infatti si vede… Il suo abitino è ben misero! Forse il fanciullo è cresciuto, e nonostante che l’orlo della veste, di un marrone stinto dalle intemperie, sia stato disfatto, l’abito arriva appena a metà delle esili gambette brune, lasciando ben scoperti i piccoli piedi mal calzati da due informi sandali tenuti da funicelle che devono torturare il piede.

I fanciulli, spietati per l’egoismo proprio in molti fanciulli, per la crudeltà dei fanciulli non buoni, dicono: «Oh! allora non avrai un abito nuovo per la tua festa! Noi invece!… Vero Gioachino? Io tutto rosso, col manto uguale. Lui, invece, color del cielo, e avremo sandali con fibbie d’argento e una cintura preziosa e un talet tenuto da una lamina d’oro e…».

«…e un cuore di pietra, dico io!», scatta Pietro, che ha finito di rinfrescarsi i piedi e di prendere acqua per tutte le borracce. «Siete cattivi, ragazzi. La cerimonia e la veste non valgono un ranocchio se il cuore non è buono. Preferisco il mio bambino. Sgombrate, superbi! Andate fra i ricchi e abbiate rispetto a chi è povero e onesto.

192.4

Vieni, Jabé! Quest’acqua è buona ai piedini stanchi. Vieni che te li lavo. Dopo camminerai meglio. Oh! queste funicelle come ti hanno fatto del male! Non devi più camminare. Ti porterò in braccio finché siamo ad Engannim. Là troverò un sandalaio e ti comprerò un paio di sandali nuovi». E Pietro lava e asciuga i piedini che da tempo non hanno avuto più tante carezze.

Il bambino lo guarda, tituba, ma poi si piega sull’uomo che gli riallaccia i sandali e lo circonda con le sue braccine scarne e dice: «Come sei buono!», e lo bacia sui capelli brizzolati.

Pietro si commuove. Si siede per terra, là nell’umido, come si trova, e si mette in grembo il bambino e gli dice: «Allora chiamami “padre”».

Il gruppetto è soave. Gesù si avvicina con gli altri.

Ma prima i due superbietti di poc’anzi, che erano rimasti lì curiosi, chiedono: «Ma non è tuo padre?».

«È padre e madre per me», dice sicuro Jabé.

«Sì, caro! Hai detto bene: padre e madre. E, cari i miei signorini, vi assicuro che non andrà malvestito alla cerimonia.

Avrà anche lui un vestito da re, rosso come il fuoco e con una cintura verde come l’erba, e il talet bianco come neve».

Per quanto l’accozzo non sia armonico, pure stupisce i due vanitosi e li mette in fuga.

«Che fai, Simone, nel bagnato?», chiede Gesù con un sorriso.

«Bagnato? Ah! sì. Me ne accorgo ora. Che faccio? Mi rifaccio agnello con l’innocenza sul cuore. Ah! Maestro! Maestro! Bene, andiamo. Ma mi devi lasciare fare con questo piccolo.

Poi lo cederò. Ma finché non è un vero israelita è mio».

«Ma sì! E tu ne sarai sempre il tutore, come un vecchio padre. Va bene? Andiamo, per essere a sera ad Engannim senza far troppo correre il bambino».

«Lo porto io. Pesa di più la mia rete. Non può camminare con queste due suole rotte. Vieni».

E caricandosi del suo figlioccio Pietro riprende felice la sua via, ormai sempre più ombrosa, fra boschi di frutte varie, in un ascendere dolce di colli dai quali la vista spazia sull’ubertosa pianura di Esdrelon.

Annotazione

Avremo sandali con fibbie d'argento, una cintura preziosa e uno zoccolo tenuto fermo da una lama d'oro e... Taleth o Talit: scialle di preghiera con cui gli ebrei si coprono il capo. Di solito ha bande colorate ed è orlato di tzitsit (frange).